DETERMINARE IL TIPO PSICOLOGICO DEGLI SCRITTORI (SCHEMA DI RIASSUNTO)

DETERMINARE IL TIPO PSICOLOGICO DEGLI SCRITTORI (SCHEMA DI RIASSUNTO)

Questo è uno schema riassuntivo, poi vedremo tutto meglio e nel dettaglio nei prossimi post.

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Il tipo psicologico è formato da:

ORIENTAMENTO

L’orientamento determina la funzione dominante del tipo psicologico: se l’orientamento è introverso la prima funzione sarà introversa (seguono le altre in alternanza: ausiliaria estroversa, terziaria introversa, inferiore estroversa); se l’orientamento è estroverso la prima funzione sarà estroversa (idem).

Io prendo in considerazione anche gli ambiversi (l’MBTI “tradizionale” no). Poiché però non credo che esistano “funzioni ambiverse” penso che ci sia semplicemente meno differenza tra le funzioni, meno “conflitto”, meno tensione…a seconda dei casi.

Introversi – preferiscono scrivere in un ambiente tranquillo o povero di stimoli.
Estroversi – preferiscono scrivere in un ambiente movimentato o con un po’ di stimoli (musica, rumore di sottofondo, tv accesa).
Ambiversi – a metà strada tra le due cose.

4 FUNZIONI PRINCIPALI:

Sensazione, Intuizione, Pensiero, Sentimento.

Le prime due sono dette funzioni percettive (e indicano come il mondo viene percepito); le ultime due funzioni giudicanti (e indicano i criteri di valutazione del mondo).

Al Pensiero (T) si contrappone sempre il Sentimento (S) [e viceversa]

Alla Sensazione (S) di contrappone sempre l’intuizione (N) [e viceversa]

Ogni funzione esiste sia in variante estroversa, sia in variante introversa per un totale di 8 funzioni. Per ogni persona, per ogni “tipo psicologico”, sono però rilevanti solo 4 funzioni.

i

FUNZIONE DOMINANTE

(si oppone alla funzione inferiore, la reprime)

– è la funzione più forte, il punto di forza, ciò che ci soddisfa maggiormente, ciò che ci riesce meglio, ciò che tendiamo a cogliere di più o a cui diamo più rilevanza.

– influenza fortemente lo stile (scelta delle parole, frasi, collegamenti, utlizzo di metafore, ecc..)

– nei primi scritti spesso rappresenta il protagonista o il personaggio con cui lo scrittore dice di identificarsi.

– è presente nei personaggi in luce positiva.

FUNZIONE AUSILIARIA

(si oppone alla funzione terziaria)

– è la seconda funzione più forte; altro punto di forza (più o meno come sopra, a seconda di quanto è sviluppata).

– influenza fortemente lo stile (come sopra)

– presente nei personaggi in luce positiva.
(in generale valgono più o meno le stesse cose che vengono dette della dominante)

– se viene soppiantata dalla terziaria (loop) può apparire in forma negativa.

FUNZIONE TERZIARIA – Di norma: poco presente nello stile, specie nelle cose scritte in giovane età.

– Nella lettura dona una sensazione di “sollievo”, di piacere. Rappresenta un campo in cui non siamo molto abili, ma che ci interessa.

– Quando debole o inconscia può dare un effetto simile alla funzione inferiore, ma generalmente con un effetto più debole.

– Quando troppo forte fa coppia come la dominante (loop) e assume caratteristiche della ausiliaria. Lo scritto può apparire come qualcosa di “insano”, “non bilanciato”.

FUNZIONE INFERIORE/REPRESSA – è la funzione più debole, ciò che “non ci riesce”, ciò cui non prestiamo attenzione, ecc..

– spesso responsabile di blocchi degli scrittori, dei “mi piacerebbe, ma non riesco”… eppure spesso può essere la soluzione per uscire dai guai!

È sempre inconscia e per questo:

– negli scritti spesso costituisce il “goal/tema”, l’obiettivo da raggiungere, ciò che dà il senso alla storia, e può essere avvertita dallo scrittore come una “mancanza”, come il motore, la spinta per scrivere.

– c’è un rapporto di Amore/Odio: può “attirare”, suscitare un fascino particolare, può rappresentare il “guilty pleasure”, oppure irritare molto, specie se presente in grande quantità o molto evidente negli scritti che si leggono o scrivono.

– può apparire, specie negli scritti giovanili, in una forma negativa (ad esempio nei personaggi antagonisti); generalmente appare in una forma più positiva con l’avanzare dell’età (verso i 40anni)

– poiché è inconscia spesso “attira” per questo potrebbe rappresentare l’interesse amoroso del/della protagonista (avete presente quando si dice “gli opposti si attraggono”?)

– se la persona è insoddisfatta di sé, può diventare protagonista della vicenda o la persona può credersi molto brava nel campo rappresentato dalla funzione, ma con scarsi risultati e numerose difficoltà.

COSA DA TENERE PRESENTE:

– Più uno scrittore è giovane più le due funzioni sono evidenti, dunque è di solito più facile identificare le funzioni utilizzando cose scritte in giovane età (fino ai 20/25 anni) perché poi le funzioni si “mescolano” con le esperienze, si integrano…

– Con l’avanzare dell’età le funzioni si sviluppano: grossomodo 25/35 anni terziaria; 35/40 anni funzione inferiore.

– Tenere sempre conto dell’anno in cui le opere sono state scritte

– Molto utili le biografie(niente roba farlocca o romanzata, si intende quelle più oggettive possibili).

– Preferire i testi in lingua originale.

– Occhio a non “proiettare” il proprio tipo psicologico o visione del mondo su ciò che si sta analizzando.

– Tenere sempre presente eventuali influenze culturali (mentalità e costumi di altre culture o epoche storiche; cinema, ecc..) o di altri scrittori.

LE FUNZIONI NEI TESTI

Intuizione estroversa (Ne) “caos”; metafore; parallelismi sia nei concetti che nella struttura della frase tono spensierato e vivace.

Trame costruite su un concetto astratto, su un’idea; collegamenti tra una scena e un’altra basati su concetti.

Finali “aperti”.

Progetti inconclusi.

Intuizione Introversa (Ni) simboli; tono “dark”; descrizioni della scena con immagini, ma apparentemente “slegate” tra di loro (*…Non so come spiegare!! * XDD vabbé poi lo vedremo con gli esempi)

Trame sviluppate su un concetto astratto, un’idea; collegamenti tra una scena e un’altra basati su concetti.

Sensazione estroversa (Se) Sensazioni fisiche esterne; azione; mondo materiale; descrizione delle scene a “telecamera”; trame basate sull’azione, sui fatti.
Sensazione introversa (Si) Sensazioni fisiche interne, malinconia, ricordi, infanzia; trame che partono da fatti, spesso da ricordi o dettagli.
Pensiero introverso (Ti) Precisione nei concetti e nelle definizioni; analisi; linguaggio/stile impersonale.
Pensiero estroverso (Te) Logica lineare (da A a B, da B a C, ecc.); racconti di fatti, dettagli, stile impersonale, di “cronaca”, di giustizia, di legge.
Sentimento estroverso (Fe) Emozioni, sentimenti rivolti all’esterno, scene con abbondanti dimostrazioni di affetto, effusioni. Attenzione ai personaggi o per usanze, costumi e convenzioni sociali; filantropia.
Sentimento introverso (Fi) Attenzione ai personaggi. Principi morali, valori, emozioni, empatia, unicità, giustizia.

– N.b. In linea generale: il “goal”/tema è rappresentato dalla funzione inferiore (al limite dalla terziaria), ma nello stile (scelta delle parole, frasi, collegamenti, utlizzo di metafore, ecc..) si vedono funzione dominante e ausiliaria [si veda ad es. la differenza tra Jane Austen (INTP) e Nicholas sparks (ESFJ – o ISFJ… non so se è estroverso o introverso); stesse funzioni, ordine diverso.

J (Giudicante) / P (Percettivo) (alias: la lettera malefica a fine sigla che complica gli affari semplici e crea una confusione assurda).

Nell’MBTI indica quale tra le due funzioni più forti (dominante o ausiliaria), se la giudicante o la percettiva, si relaziona con il mondo esterno (cioè è presente in variante estroversa). (es. INTP: le due funzioni più forti sono Ti e Ne , quella in variante estroversa è l’intuizione, che è una funzione percettiva, di conseguenza l’ultima lettera delle sigla sarà P.

Per chi non è interessato alla teoria, ma solo al legame con la scrittura, la cosa non è molto rilevante perché verrà trattata in modo indiretto già quando vedremo le funzioni in dettaglio.

Comunque: la differenza principale penso sia questa:

Giudicante (J) Di solito sono piuttosto organizzati, utilizzano scalette (che rispettano), si prefiggono scadenze e riescono a rispettarle, spesso con molto anticipo, ecc…
Percettiva (P) Di solito sono piuttosto disorganizzati; possono fare il proposito di utilizzare scalette, schede, ma spesso non riescono o preferiscono non rispettarle e lasciare che il progetto cresca liberamente; iniziano progetti, ma spesso perdono interesse e non li portano a termine; hanno difficoltà a rispettare le scadenze, è come se il cervello funzionasse solo sotto “pressione”.

 

Commenti, domande, dubbi, perplessità, suggerimenti, critiche, osservazioni, aggiunte che desiderate fare??? ^^

Prossimamente vedremo le funzioni nella Lettura.

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