LE INTUIZIONI BIZZARRE CHE GE(Ne)RANO IDEE

In questo post spiegherò come funziona l’Intuizione estroversa (Ne) con un rapido esempio tratto dal romanzo che sto scrivendo.

L’intuizione estroversa (Ne) è una delle quattro funzioni percettive ed è sempre associata e opposta alla Sensazione introversa (Si).

Funzione dominante in ENFP e ENTP.
Funzione ausiliaria in INFP e INTP.
Terziaria in ESTJ e ESFJ
Funzione inferiore in ISFJ e ISTJ

Il seguente brano è tratto da uno dei capitoli dell’Episodio 3 del mio romanzo a puntate L’Amaryllis Fiorirà – The Austen Resort. Io sono INTP quindi la Ne è la mia funzione ausiliaria.  (Questa era la bozza iniziale del pezzo, ciò che è uscito subito dopo l’intuizione; la versione definitiva nell’Episodio 3 sarà un po’ diversa, ma la sostanza è la stessa):

Fin dalla nascita era stato lodato, vezzeggiato, ricoperto delle più alte aspettative, reso consapevole della propria fortuna, di non essere come gli altri e di non poter essere come gli altri. Grato e riconoscente, si era sempre impegnato al massimo per meritarsi quella condizione privilegiata e essere all’altezza delle grandi cose che la sua famiglia si immaginava per lui. Era cresciuto tranquillo e felice, al riparo da ogni difficoltà e da un mondo che gli era stato detto essere torbido, meschino, invidioso. Le prime esperienze furono conferme e con la fiducia spezzata si chiuse nella sua gabbia dorata che dapprima accettò, annullando il desiderio di libertà con l’idea che il prezzo per una vita diversa sarebbe stato fatiche e disagi, e poi ostentò davanti al mondo intero per rivalsa. Ma Elisabetta stava a poco a poco distruggendo le sue certezze, mostrandogli la fragilità della sua corazza, costringendolo a mettere in discussione se stesso, le sbarre della propria mentalità e della vita da animale in cattività che conduceva.

COME È STATO COSTRUITO QUESTO PEZZO? COME È SORTA L’IDEA?

claragatto

Ebbene sì: c’entra un gatto e quell’immagine con Heidi e Clara!

Come vedremo in uno dei prossimi post l’Intuizione estroversa (Ne) sorge spesso da strane associazioni, combinazioni di idee (per questo dà origine spesso a idee o scene originali o strampalate), la Ne in pratica funziona così:

L’intuizione avviene grazie a un oggetto esterno. Di un oggetto esterno non colpiscono le caratteristiche fisiche bensì si astrae/estrae un concetto che andrà poi a legarsi ad un pensiero.

Un giorno passeggiavo per il cortile di casa mia pensando: “Come posso attualizzare il personaggio di Darcy? Come posso “traslare” l’orgoglio di classe del personaggio originale per inserirlo nella mia storia?”
Ho visto la gatta di mia nonna che guardava fuori dalla finestra le altre due gatte più “anziane” che scorrazzavano libere sul balcone. Alla gattina in questione non è permesso uscire dopo una certa ora perché, a differenza delle altre due, è ancora giovane e curiosa (ed è anche un po’ balorda) e tende ad allontanarsi da casa (il nostro timore è quella di trovarla la mattina dopo spiaccicata sull’asfalto o mezza sbranata da un cane). Ho pensato però che anche se la gattina aveva meno libertà rispetto alle altre, aveva anche numerosi vantaggi e privilegi (è la preferita di mia nonna, è giudicata la più bella, la più elegante, quasi “aristocratica” ed è quella che riceve più attenzioni, ecc….).
Mi è venuto in mente quindi il concetto “prigionia, cattività”, ho pensato a una condizione privilegiata che può avere anche svantaggi, ho pensato a un bambino aristocratico o ricco che osserva da un vetro bambini liberi e rozzi.
Sono entrata e mi sono messa al pc per mettermi a scrivere. Naturalmente il mio primo istinto è sempre quello di cazzeggiare, quindi ho aperto Fb e mi è passata davanti un’immagine divertente con Clara Seseman che dice ad Heidi: “Heidi, lo vuoi capire che il blush lo devi sfumare?”. Mentre ridevo per la battuta sciocca mi è venuta in mente la puntata in cui Heidi libera il canarino di Clara che, dopo un volo fuori dalla finestra, torna nella gabbietta dorata; Heidi non capisce perché l’uccellino non è volato via libero; le viene spiegato che ha scelto di tornare perché, come Clara, è sempre vissuto in cattività.
Ho completato quindi l’idea e scritto il pezzo (poi siccome mi è venuta in mente la canzone di Tiziano ferro E fuori è buioHo passato tanti anni in una gabbia d’oro. Sì forse bellissimo, ma sempre in gabbia ero ho ascoltato la canzone per mezzo pomeriggio invece che continuare a scrivere XD)

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