Le relazioni frutto di influenza sociale e la moderna Sindrome di Charlotte Lucas.

Questa sera parleremo della relazione tra Carlota e Guillermo; parleremo quindi di relazione e non di amore: affetto mi sembra assai più giusto e sarà più che sufficiente.
La relazione tra Carlota e Guillermo è trattata nel capitolo 18 di L’Amaryllis fiorirà vol. 2. che è intitolato L’equilibrio.
Il capitolo si apre con la bizzarra storia di Guillermo e dei suoi tentativi di conquistare una ragazza da sposare perché sapete bene che è universalmente noto e riconosciuto che un giovane single debba essere in cerca di moglie/fidanzata.
Carlota e Guillermo sono due personaggi entrambi vittime del bisogno indotto dalla società, della pressione sociale, di avere una relazione amorosa, vittime del “ce l’hanno tutti, devo averla anch’io!”
Guillermo, come Mr Collins in Orgoglio e Pregiudizio adotta il metodo “quel che colgo, colgo… basta che respiri” (e che non abbia il pipino sotto al vestito! 😉 ) ; Carlota invece prende “quel che passa il convento” e si accontenta di un tipo un po’ stupido e strano; è vittima di quella che io chiamo essere la “versione moderna della Sindrome di Charlotte Lucas”.
Ricordo brevemente: in Orgoglio e Pregiudizio, Charlotte Lucas, 27 anni (a questa età le donne nell’800, specie poco abbienti, iniziavano a essere considerate “vecchiE per il matrimonio, future zitelle), non particolarmente bella e figlia di una famiglia numerosa (quindi un “peso” economico per la famiglia) cerca prima di assicurarsi la proposta di matrimonio dello stupido Mr Collins e poi lo sposa (con sdegno della maggioranza delle lettrici, di Elizabeth Bennet che dichiara la cosa “inammissibile!” e di Mr Bennet che “ebbe a dichiarare di avere fatto un’esperienza amenissima perché era stato un gran piacere scoprire che Charlotte Lucas, che egli aveva sempre considerato abbastanza intelligente, era sciocca quanto sua moglie, e più sciocca di sua figlia!” <- Adoro quest’uomo XD).
Quindi, in breve, la sindrome di Charlotte Lucas è questa: sentirsi “vecchi”, indietro sui “gradini della scala della vita” e accettare il primo che passa o il meno peggio, il “non è così male”, non per amore, ma perché si avverte il bisogno di sistemarsi.
Se nell’800 si trattava, per le donne, soprattutto di una questione economica (le donne di buona famiglia non potevano lavorare per guadagnare soldi e di rado ereditavano; se non si sposavano rischiavano la povertà, dipendevano dalla carità dei fratelli o dei parenti o dalle opere della gente; un buon matrimonio era l’unica via per non rischiare la povertà), nella nostra epoca si tratta più che altro della pressione sociale: le bambine vengono indottrinate fin da piccole, educate al romanticismo e a essere madri e mogli; la pressione sale durante l’adolescenza e continua nell’età adulta con articoli dei media per la ricerca e poi per il continuo monitoraggio di tutti gli aspetti della vita di coppia, tutto questo unito a film, canzoni, servizi alla tv, articoli di giornali e assurde campagne del governo XDD… si traduce in un vero e proprio bombardamento. Da poco è passato San Valentino, pensiamo anche solo all’enorme quantità di materiale sull’amore che abbiamo ricevuto con “tra poco è San Valentino” poi durante il giorno 14 e ancora oggi: San Valentino sembra aver quasi più rilevanza che Natale!!
Ebbene, come ho già accennato nei post precedenti, questo asfissiante polpettone di roba non giova a nessuno… e fa ammalare molto persone della “Moderna Sindrome di Charlotte Lucas”:

    «…forse hai ragione: sono vittima delle aspettative sociali… Forse è triste e ingiusto cedere ai bisogni indotti, ma non cambia la realtà: sto male perché non mi sento realizzata. Sento che devo sbrigarmi. Voglio sposarmi, voglio avere una famiglia, voglio avere dei bambini.»
  Elisabetta era sbalordita: «Ma non ti importa con chi?!».
    «Mi importa, ma non ho più sedici anni. Non credo più nell’amore perfetto. Per questo non cambierò idea.» aveva risposto Carlota con fermezza, sedendosi di fronte a lei. «Non cerco un sentimento travolgente. Per me amore significa solo stare bene con una persona. E io sto bene con Guillermo, in fondo non è così male.» Per un attimo aveva abbassato gli occhi sulla tazza che aveva tra le mani, forse per nascondere un leggero imbarazzo. «È vero, all’inizio l’ho accettato per compassione e forse perché ero nella sua medesima situazione: ero stanca di rimanere sola. Ma ora mi sono davvero affezionata a lui. Non sono romantica, lo sai. Non lo sono mai stata. Non mi sono mai sentita una principessa delle fiabe perché le principesse sono sempre belle, e io invece sono sempre stata considerata bruttina. Mi sono sempre sentita una ranocchietta. Lui è il mio rospetto. So che Guillermo non è il principe azzurro, che non lo sarà mai e che ha molti difetti, ma ho imparato ad accettarlo e ad apprezzarlo così com’è. Ho preso confidenza con le sue stravaganze e ora sono quelle che lo rendono unico e speciale ai miei occhi. Nonostante tutto credo di essere più vicino io al vero amore di tante altre ragazze. La felicità è a portata di mano, basta accontentarsi.» [L’Amaryllis fiorirà – cap. 18 – Vol. 2]

La scelta di Charlotte Lucas/Carlota Lucas Zanetti  di accettare il primo ed unico stupido che le si è parato davanti, come è già stato detto, è biasimata da molti e anch’io penso sia uno squallore prendersi il primo che passa (tra l’altro, come ho detto ieri, sono pure sapiosessuale quindi un “Mr Collins” sarebbe un vero cataclisma! XD), ma rispetto anche se non condivido (e invito sempre a combatterla!) l’incapacità di resistere alle pressioni sociali, specie di tipo economico; e ammiro moltissimo il realismo di Charlotte/Carlota (infatti la mia simpatia per Carlota e Guillermo – nonostante tutto – è evidente, no? 🙂 ), la capacità di assumersi le responsabilità delle proprie scelte e delle proprie azioni e di impegnarsi per cercare di arginare i danni delle scelte.
Charlotte/Carlota non ha paura di sporcarsi le mani e non perde tempo a piangere sulla triste condizione di non poter essere davvero felice né da single né in coppia: sa che stava entrando nella cacca, ha scelto in totale consapevolezza e ha imparato a spalare! 😀

 

 

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One thought on “Le relazioni frutto di influenza sociale e la moderna Sindrome di Charlotte Lucas.

  1. Commento con ritardo a causa dell’applicazione di WordPress che non mi aggiornava i nuovi post. Ad ogni modo, ottimo post. Effettivamente dev’essere difficilissimo convivere con Mr Collins. E infatti in O&P Charlotte fa in modo di tenerselo il più lontano possibile (l’aria aperta fa bene, si XD). La scelta sarebbe comunque impossibile per me. Sposata con Mr Collins (e dover sopportare anche la sua amatissima patronessa XD) sarebbe un incubo. Tra parentesi mi ricordo di una volta che avevo letto un post sui tipi MBTI dei personaggi di Jane e Charlotte veniva indicata come INFP XD. Cioé… il massimo controsenso. Il tizio che la scritto o non conosce il libro o non conosce la teoria XD. Comunque questo atteggiamento lo accetto di meno se si parla di relazioni moderne. Voglio dire se si tratta di motivi economici (come in passato) capisco (ma non approvo XD) ma se si tratta della pressione esercitata dalla società… posso dire ma chissene frega? XD. Trovo alcuanto orribile sposarsi/fidanzarsi solo perché le amiche son fidanzate o simili corbellerie. Comunque provo più rispetto per una Charlotte che ha calcolato le sue scelte e sa in cosa si imbatte piuttosto che una Lydia che rimane ignara e stupida della situazione prima, durante e dopo. Mi é piaciuta la tua interpretazione del discorso tra Charlotte ed Elizabeth in L’Amaryllis fiorirà. Sei riuscita a rendere bene i motivi di Charlotte senza farla sembrare eccessivamente antipatica. Peró se fossi stata al posto di Elizabeth/Elisabetta avrei reagito esattamente come lei. Ora vado a commentare il nuovo post XD!

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