ANNA DAI CAPELLI ROSSI (ANALISI PERSONAGGI)

Jessica mi ha chiesto un commento sui tipi psicologici del libro Anna dai capelli rossi.

Dal momento che non si tratta di persone reali bensì di personaggi di fantasia è ovvio che sarò costretta a basarmi molto su comportamenti, sugli stereotipi delle funzioni e dei tipi psicologici.

Anna: ENFP enneagramma 3w2

Estroversa: la cosa che salta all’occhio, naturalmente è che molto socievole ed è una grande chiacchierona, dice in un minuto cose che un introverso medio dice forse in una settimana, ma non è solo questa che la rende estroversa.

Il suo continuo fantasticare potrebbe ingannare e far pensare a lei come a una introversa, in realtà il suo mondo interiore e le sue fantasticherie, sono frutto di una funzione estroversa (Intuizione estroversa – Ne che vedremo tra poco).

Altri tre chiari segni della sua estroversione sono:

1) Il condividere il mondo interiore con chiunque le capiti a tiro. Gli introversi, al contrario, hanno un mondo interiore di sogni e fantasticherie che tengono per sé, in una dimensione intima e privata che viene condivisa solo con pochi amici stretti, scelti e fidati. Solo in un secondo momento Anna diventa più silenziosa e preferisce tenersi certe cose per sé.

2) La selezione delle amicizie. Gli estroversi sono, per definizione, abili a conformarsi alla situazione esterna: se la situazione esterna richiede di diventare amica/o di una persona perché quella persona è “quella più indicata” con facilità si conformeranno; l’affetto subentra dopo, in un secondo momento per attaccamento. Ad Anna viene detto che Diana Berry è la più indicata a diventare “intima amica”… e diventa amica di Diana ancora prima di conoscerla bene (anzi giura amicizia eterna dopo tipo mezz’ora di conoscenza…). Per gli estroversi gli amici sono persone con cui si fanno delle cose, si condividono esperienze, ecc… il carattere le inclinazioni e le opinioni personali non sono molto importanti o fondamentali.
L’introverso al contrario è molto selettivo (lo vedremo nell’Episodio 4 di L’Amayllis fiorirà *fine spot pubblicitario*), impiega più tempo, anche molto, per instaurare un rapporto di amicizia perché instaura pochi rapporti, ma molto intimi; si apre solo con “gli spiriti affini”, osserva e seleziona prima di scegliere l’amico perché non sarà “un amico” nel senso estroverso, sarà una sorta di “depositario” di stima, di fiducia, di segreti, di pensieri ecc.. investe molto di più, rispetto all’estroverso, nel rapporto di amicizia e non può/vuole permettersi di prendere una delusione, per questo sono molto cauti e selettivi.

Si potrebbe argomentare che lo slancio di Anna nei confronti di Diana è dovuto al fatto che è rimasta sola a lungo e che prima le sue amiche erano ragazzine immaginarie… ma è irrilevante: se fosse stata introversa, non si sarebbe comunque lanciata in quella maniera, sarebbe rimasta in solitudine, con la compagnia di amici immaginari. Anna non ama la solitudine.

3) Il modo di concepire il successo. Come già scritto nella recensione, Anna mira a “traguardi” stabiliti dal mondo esterno (medaglia d’oro, prima della classe, borsa di studio, ecc.) al riconoscimento da parte di persone illustri (“si vedeva vincitrice della borsa di studio, allieva di un corso d’arte al Redmond Avery College e poi con una laurea di secondo grado in mano, davanti a una solenne e commossa commissione di emeriti professori”). Solo in un secondo momento inizia a essere soddisfatta dell’aver semplicemente fatto il proprio dovere e aver dato il massimo. L’introverso, al contrario, dipende poco dal giudizio degli altri, dal prestigio, dal traguardo, dà poca importanza alla validazione esterna perché la cosa più importante per un introverso è non deludere se stesso (es. se prende un voto basso, ma pensa di non meritarlo, magari borbotta per l’ingiustizia, ma non ne fa una malattia, “sa di sapere” e sa di aver dato il meglio – Anna invece pensa “o il primo posto o niente” e solo in un secondo momento “comincia a capire il significato di una frase come ‘la gioia di aver compiuto il proprio dovere'” -).

A causa di questo ultimo punto ho pensato che Anna potrebbe essere Enneagramma 3 che è appunto il tipo legato all’ambizione, al successo; ho pensato che potrebbe essere ala 2 e non ala 4 dal momento che un’altra caratteristica che vedo in lei è la vanità, la voglia di piacere.

La funzione dominante è molto evidente, anche a un occhio inesperto: è l’intuizione estroversa (che può generare l'”immaginazione”). Anna è già a prima vista molto vicina allo stereotipo di chi ha Ne tra le funzioni principali (ENFP, ENTP, INFP e INTP): è svampita ed eccentrica.

Vediamo velocemente il collegamento tra Ne, immaginazione e l’essere svampiti ed eccentrici.

La Ne, come forse già sapete, a differenza delle funzioni di sensazione non si concentra sull’oggetto fisico, ma estrae concetti e idee dagli oggetti (es. in parole povere: ciliegio bianco -> bianco come la neve -> “Regina delle nevi”.. ciò è la “base”, ma ovviamente ci sono associazioni ed estrazioni anche molto complesse – vedi qui ) in questo modo o tramite associazioni più complesse possono scatenarsi “fantasticherie” simili a quelle di Anna.

Il problema è che la cosa viene spontanea, difficile da controllare e se Ne è tra le funzioni principali, la cosa può avvenire in modo assai frequente. Ecco perché gli xNxP sono percepiti spesso come svampiti e uno dei disturbi più comuni tra gli xNxP è l’ADD (attention deficit disorder – disturbo dell’attenzione); frequentissimi anche i problemi di concentrazione (o andare a sbattere contro qualcosa…).

La Ne “trasfigura” la realtà, gli oggetti, intuisce le potenzialità, prende caratteristiche di oggetti anche molto diversi e le mescola, le assembla in modo originale; Dario Nardi, che ha condotto qualche studio con la EEG (elettroencefalografia) sulle funzioni e sulla possibile reazione con aree del cervello, individua la Ne con la modalità che chiama “Christmas tree” (perché dal monitor di controllo si possono vedere le aree “accendersi e spegnersi” in modo simile alle luci dell’albero di Natale): le parole per i non xNxP evocano solo risposte delle aree visive, uditive o della memoria , mentre, per gli xNxP poiché nel cervello vengono coinvolte diverse aree del cervello in modo variabile e a diversi livelli di intensità (trans-contextual thinking) alle parole vengono associate situazioni o relazioni non comuni, inusuali… ecco perché è la funzione associata all’originalità.

(Quindi a Marilla è già andata bene che ad Anna è saltato solo in mente di caricare il cappello con fiori freschi, avrebbe potuto escogitare anche cose ben più stravaganti!!)

Anche le ambizioni di Anna derivano da Ne: come abbiamo già detto è una funzione che trasfigura la realtà, la Ne genera “what if”, porta a chiedersi “E se..?”, a immaginarsi nuovi scenari, nuove possibilità… la realtà perde attrattiva e rende insoddisfatti per questa porta ad ambizione, aspirazioni, voglia di cambiamento, ecc.. Ricordo che si contrappone sempre alla Sensazione introversa (Si), funzione repressa negli ENxP, che invece rappresenta la praticità, lo stare con i piedi per terra (Marilla è Si dominante) il “nido” che Anna trova ad Avonlea.

Sentimento introverso (Fi)

È evidente che Anna è affetta da quella che io chiamo “Mariannite” (da Marianne Dashwood di Ragione e Sentimento): grande valore attribuito ai sentimenti (F > T) romantica, drammatica (NF), ma se le somiglianze non dovessero essere chiare si potrebbe fare questa altra considerazione:

con la Ne dominante ricordo che può associarsi solo il sentimento introverso (Fi) e il pensiero introverso (Ti)…

“Tra l’intelligenza e la bellezza io preferirei quest’ultima dote.”

…Una frase che farebbe drizzare i capelli a un qualunque Ti dom o aux.

Marilla: ISTJ
Molto vicino allo stereotipo. Gran lavoratrice, “Inquadrata”, pragmatica, precisa, metodica, seria, realista.

Matthew: INFP.
Introverso. Grande affinità con Anna (che appunta lo chiamo “uno spirito affine”)… stesso tipo psicologico solo che Anna è estroversa, Matthew è molto introverso. Poco deciso, tentennante nel giudizio (Te inferiore), giudizio basato sui valori (Fi) “Anna è intelligente, bella e affettuosa, anche, e quest’ultima dote conta più di tutto il resto.”

Tra Marilla e Matthew possiamo notare la differenza tra Pensiero estroverso (Te) e Sentimento introverso (Fi): Marilla appena vede Anna fa una valutazione di tipo oggettivo, pensa in modo molto pratico: “Ci serve? Non ci serve? Cosa sarebbe più utile? Un maschio o una femmina?”, solo in un secondo momento si fa condizionare dai sentimenti; Matthew, al contrario, si fa subito catturare dai sentimenti.

Diana: ISFJ gentile, buona, affettuosa, pratica, meno incline a fantasticare (Ne repressa); molto a disagio e contenuta davanti alle eccessive manifestazioni di sentimento (T > F).

Gilbert: nel libro praticamente non si vede, di lui sappiamo solo poche cose, tutte riportate , dunque per la valutazione non si può far altro che appoggiarsi a stereotipi:

– Si diverte a fare scherzi alle ragazze dunque i due tipi più probabili sono ESTP (sarebbe una specie di “Gian Burrasca”) e ENTP (sarebbe una specie di Henry Tinley – L’Abbazia di Northanger; e avrebbe la stessa funzione dominante di Anna); per il fatto che viene detto che passa molto tempo sui libri e che ha qualche affinità con Anna, propendo più per la seconda ipotesi perché, sempre in base agli stereotipi, l’ESTP per farlo studiare di solito deve venire inchiodato alla sedia e ha funzioni completamente diverse.

Rachel Lynde: ESTJ versione estroversa di Marilla: pratica, realista, non incline alla fantasticherie, schietta, adora dare consigli, ecc..

ALTRI COMMENTI:

Rapporto tra Marilla e Anna: rapporti tra ISTJ & ENFP

Molto interessante e divertente (specie all’inizio) il rapporto tra Anna (ENFP) e Marilla (ISTJ). Ogni volta che leggevo le loro interazioni ridevo come una scema perché rappresentano benissimo alcuni “Joke” che girano in rete sul rapporto dei due tipi psicologici, tipo questo: 

FRANK

L’ENFP è un uragano; l’ISTJ è serio e preciso. Le funzioni più forti di Anna (ENFP) sono le più deboli di Marilla (ISTJ) e viceversa.

Si tratta quindi di quel tipo di relazione che in Socionica (anche se ricordiamo il tipo in Socionica e tipo in MBTi non sempre coincidono) viene definita “Relations of Duality”.

Entrambe (ma si vede più in Marilla) sono allo stesso tempo attratte, ma “sfiancate” dalla funzione dominante dell’altra persona. Ricordo che con la propria funzione inferiore spesso si ha un rapporto di amore/odio, va sempre presa a “piccole dosi” e mai in maniera diretta perché altrimenti si “rizza la dominante” e si genera fastidio e frustrazione…

Marilla è attratta dal lato originale, allegro, “strano”, imprevedibile di Anna, ma “esplode” quando esagera, cerca in tutti i modi di educarla alla sobrietà e alla praticità (Si+Te), ad esempio attraverso i vestiti che le cuce e in cui logicamente non trova nulla di strano perché coincidono perfettamente con l’ideale ISTJ: comodi, pratici, senza abbellimenti inutili.

Anna invece vorrebbe essere meno svampita, più attenta, ammira il lato pratico di Marilla, ma non rinuncerebbe mai alla propria immaginazione.

In Socionica i “Dual partners” sono come due metà di una stessa unità (perché le debolezze dell’uno sono i punti di forza dell’altro) e per questo è giudicata come la migliore di tutte le possibili relazioni tra i tipi (io personalmente non sono affatto d’accordo visto che la cosa può andare storta dal momento che entrano in gioco la funzione dominante e la funzione inferiore… vedi, ad esempio i coniugi Bennet: Mr Bennet INTP e Mrs Bennet ESFJ: un “muro” casalingo dove ognuno si arrocca sui propri punti di forza e ignora le proprie debolezze anziché apprendere dall’altro.), in questo caso il risultato è una relazione vantaggiosa e positiva sia per Marilla sia per Anna.

Spero che il post vi sia piaciuto, mi piacerebbe sapere la vostra opinione in merito.

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