Tipi Psicologici di L’Amaryllis Fiorirà e FAQ sull’utilizzo di classificazioni per la creazione dei personaggi

Tipi psicologici ed enneatipo dei personaggi di L’Amaryllis fiorirà – The Austen Resort (N.B. i tipi dei personaggi non sempre corrispondono a quelli dei libri di Jane Austen).

Prima della lista ecco alcune FAQ:

1) Le classificazioni appiattiscono i personaggi?

No. Rientrare in una stessa categoria non vuol dire affatto “essere uguale” a un altro, vuol dire solo avere certe caratteristiche in comune. Nella lista sottostante lo possiamo notare con Guillermo e la signora De Bourgh: entrambi li riconduco al tipo ESTJ, ma sono personaggi comunque molto diversi.
Cosa hanno in comune? Lo schema di fondo.
La sigla MBTI segnala che i tre personaggi valutano molto la posizione sociale, il potere, lo status (Pensiero estroverso, Te, xxTJ).
I personaggi piatti sono frutto di scarsa immaginazione o percezione superficiale.

2) Utilizzando le classificazioni si rischia di rendere innaturali i personaggi?

No, la naturalezza di un personaggio non dipende dal modo in cui questo viene creato. Ci sono persone che creano i personaggi istintivamente, altre che preferiscono l’osservazione, altre che preferiscono il ragionamento, ecc… sono semplicemente modi diversi. Il risultato buono o cattivo non dipende dal metodo, bensì dalla capacità della persona di cogliere e riportare su carta particolari coerenti.

3) A cosa servono le stringhe di lettere e numeri riportate qui sotto?

Come molti di voi sanno, io utilizzo abitualmente molte classificazioni psicologiche (principalmente MBTI e enneagramma) per la costruzione dei personaggi. Con questo non intendo dire che mi metto lì e decido arbitrariamente “ah, questo la faccio INFJ, quell’altro ENFP, ecc..”, ma che mi servono come Supporto per dettagliare o sfumare i personaggi (come, ad esempio nel caso di Giovanna).

Le classificazioni per me sono come una tavolozza di colori. Più classificazioni ho, più colori posso creare. Naturalmente si possono creare moltissime sfumature anche con colori primari, ma penso che richieda molto più tempo, fatica e abilità.

Il mio metodo non ha nulla di istintivo; consiste in osservazione + ragionamento. Il ragionamento entra in gioco nel momento in cui mi trovo davanti a un problema o devo scegliere la “direzione da dare a un personaggio”. Ad esempio: gli scrittori spesso si trovano davanti a problemi come “devo far litigare i due innamorati. Per quale motivo potrebbero litigare? Come faccio a farli litigare, ecc.?”

La tendenza degli scrittori è spesso quella di utilizzare i colori “primari”, di scegliere soluzioni comuni come “passepartout”. Un esempio potrebbe essere la classica scenata di gelosia (usata e abusata da molti). In molti casi la soluzione “standard” potrebbe non solo suonare banale, ma persino suonare fuori luogo, stonata, ingiustificata nel quadro globale della situazione o nel personaggio.
Le classificazioni invitano a sondare altre soluzioni e costruire personaggi più coerenti e più verosimili.

Elisabetta: INTP, 5w4, 521

William: ISTJ, 1w2, 154

Giovanna: ISFJ, 9w1, 926

Charles: ISFP

Caroline: ENTJ, 3w2

Signora Benetti: ESFJ, 2w3

Signor Benetti: INTP, 5w6, 541

Lidia: ESFP

Caterina: ESFJ

Maria: ISTJ

Carlota: ISTP

Guillermo: ESTJ; 6

Signora De Bourgh: ESTJ; 8

Georgia: INFP

Giorgio: ESTP

Signora Genini: ESFJ

Marianna: ISFP, 4

Eleonora: INTP

Edoardo: ISFJ

Emma: ESFJ, 2w3

Enrica: ESFJ, 9w1

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Paolo Giordano – ESTJ

Di recente ho letto “La solitudine dei numeri primi”. Ho letteralmente detestato il romanzo già dalle prime pagine e poiché ero sul punto di tagliarmi le vene, ma non avevo intenzione di diventare la terza protagonista della storia, mi sono messa ad analizzare il tipo psicologico dell’autore per intrattenermi un po’. Non ho interrotto la lettura perché ho trovato materiale molto interessante per le mie ricerche sul legame tra scrittura creativa e psicologia: le funzioni mi sembravano molto nette, evidenti al punto che lo stile non sembrava essere frutto di “copiatura/ispirazione”, quindi mi sono messa ad analizzare il romanzo. Ecco qui alcune riflessioni:

Paolo Giordano: ESTJ.
Libro analizzato: La solitudine dei numeri primi.

Già dalle prime pagine dovrebbe essere chiaro anche al principiante che le due funzioni principali dell’autore sono Sensazione (S) e Pensiero (T).

Ma vediamo il dettaglio:

Orientamento: Estroverso (al limite Ambiverso).

“Per la prima volta Mattia si vergognò di avere ventidue anni ed essere ancora senza patente. Era un’altra delle cose che si era lasciato indietro, un altro passo ovvio nella vita di un ragazzo che lui aveva scelto di non compiere, per tenersi il più possibile al di fuori dell’ingranaggio della vita. Come mangiare i pop-corn al cinema, come sedersi sullo schienale di una panchina, come non rispettare il coprifuoco dei genitori, come giocare a calcio con una pallina di stagnola arrotolata o stare in piedi, nudo, di fronte a una ragazza. Pensò che da quel preciso istante sarebbe stato diverso. Decise che avrebbe preso la patente al più presto. L’avrebbe fatto per lei, per portarla in giro. Perché aveva paura ad ammetterlo, ma quando era con lei sembrava che valesse la pena di fare tutte le cose normali che le persone normali fanno.”

Da questo estratto capiamo che per l’autore e per il personaggio la vita è fatta di cose, di azioni, di esperienze e la vita deve essere Vissuta. Stare al margine, osservare o “passarci in mezzo”, equivale a vivere una “non vita”. Nella vita bisogna fare le cose “normali” (Pensiero estroverso, Te) e raggiungere traguardi che fanno tutti.

Non mi metto ad analizzare i personaggi perché sono un pasticcio, comunque vediamo anche che:

Mattia potrebbe essere scambiato per introverso, in realtà è “asociale” o ambiverso/estroverso introvertito: la solitudine di Mattia è vuota, il suo isolamento non lo guarisce, ma lo lascia in un limbo senza dolore.
L’autore non si sofferma mai sulle riflessioni del personaggio, sul mondo interiore; descrive l’isolamento come una condizione malata, sembra farlo risalire al “trauma infantile”:

“«Accidenti, Pietro» sbottò la mamma.[…]
«Non è questo il punto, lo vuoi capire? La vuoi smettere di trattarlo come se fosse…»
Si bloccò. Il silenzio si incastrò nell’aria sotto forma di carica elettrostatica. Una lieve scossa fece contrarre le spalle a Mattia.
«Come se fosse cosa?»
«Normale» confessò la mamma.”

“Passava così tanto tempo da solo che una persona normale sarebbe impazzita nel giro di un mese.”

Da questa frase è evidente che l’autore non sa che farsene del silenzio o della solitudine. Autore, personaggi principali e personaggi di contorno vivono la solitudine come anormalità.

Anche Alice è estroversa, similmente a Mattia, misura il proprio valore in base ai traguardi “normali di vita” (vedi sue riflessioni davanti allo specchio). In parte ciò può essere ricondotto a insicurezze adolescenziali, ma nella sua amicizia con Viola possiamo notare sintomi della sua estroversione (esagerata e insana): è per la filosofia “meglio mal accompagnati che soli”, nonostante venga umiliata da Viola, diventa sua amica e si fida ciecamente di lei… Alice manca di amor proprio e ha un bisogno senza freno di sentirsi accettata, di far parte di un gruppo.

Una persona introversa potrebbe al limite tradire se stessa per qualche tempo, cedere per un po’ alla voglia di far parte di qualcosa, di avere un’amicizia in senso generale, ma non si donerebbe mai in maniera così incondizionata al “peggior nemico” (anche Mattia e Denis e altri personaggi di contorno si donando letteralmente e fisicamente a perfetti sconosciuti: cedono al mondo esterno, all’istinto, al bisogno di fare esperienza).

Inoltre le cause delle azioni, del modo di essere e di agire dei personaggi si trovano sempre nel mondo esterno, hanno poco a che fare con il mondo interiore dei personaggi (che sembra essere – tristemente – inesistente), non viene mai evidenziato il nesso psicologico: l’anoressia di Alice è vista solo come rifiuto del cibo, un problema legato alla corporeità, alla questione grasso/magro o al rifiuto per il danno fisico alla gamba o per il cibo. Nell’autolesionismo di Mattia viene sottolineato solo il legame tra il “calmarsi” e la sensazione fisica interna il “piacere” (vedi anche parte sulla Sensazione introversa – Si e sul disturbo ossessivo compulsivo), mentre il legame tra la causa, il danno psicologico (la scomparsa di Michela di cui lui è responsabile), e la scelta di tagliarsi non è messo in evidenza.

Per quanto riguarda i personaggi potrebbe essere utile un confronto con altri due “numeri primi”, altri due personaggi Owen e Natalie (entrambi introversi) del romanzo di Ursula Le Guin “Very Far Away from Anywhere Else” (tradotto in italiano con il titolo Agata e Pietra Nera) e il loro modo di intendere i rapporti, l’isolamento, l’appartenenza a un gruppo, la condizione di “genio incompreso” del protagonista, ecc.

Funzione dominante: Pensiero estroverso (Te)

Lo stile è impersonale, asettico, i sentimenti dei personaggi vengono praticamente ignorati, al limite l’autore cerca di trasmetterli attraverso le sensazioni fisiche (vedi parte su sensazione introversa – Si).

I Te dominanti non sono un granché a capire l’unicità delle persone, i loro sentimenti e le particolarità altrui (Sentimento introverso – Fi – represso): preferiscono un mondo uniforme, regolare, tutto uguale, “normale” e infatti in questo libro non troviamo due personaggi unici/particolari, bensì cliché di diversità: l’autore cerca di descrivere il “diverso”, ma probabilmente non si è mai sentito un “diverso” o forse ha vissuto la diversità in maniera negativa o nel senso di “anormale”. L’autore (pensiero estroverso dominante – Te) in fondo non sopporta la diversità e ciò che è fuori dallo standard (al massimo ne è attratto) come non sopporta una torta tagliata male oppure:

“Con il piede sistemò lo zerbino di fronte alla porta in modo che il perimetro coincidesse esattamente con le righe del pavimento.”

Interessanti le descrizioni delle manie frequenti per i xxTJ come quella sopra descritta che hanno TUTTI i personaggi e sono certamente da ricondursi all’autore stesso (o le ha vissute e le vive in prima persona o comunque ne è rimasto affascinato…anzi, diciamola tutta: l’autore deve avere oppure deve avere avuto o avrà un gran bel po’ di beghe a causa del disturbo ossessivo compulsivo). Ricordo che il pensiero estroverso (Te) ordina le cose del mondo esterno, dell’ambiente, sia persone (dando ordini) che oggetti e per questo mal sopporta il disordine, le cose fuori dallo standard ed è la funzione appunto legata al disturbo ossessivo-compulsivo (specie se legata alla sensazione introversa – Si). Anche l’autolesionismo di Mattia infatti sembra aver radice non nella scomparsa di Michela (non è il senso di colpa a spingere Mattia all’autolesionismo), ma nello stress (cosa evidenziata, ad esempio, nella scena della laurea): il gesto o la sensazione (Si) che si ricava dal gesto dona calma perché fornisce la sensazione di avere controllo (Te) su qualcosa che non va.

Quando Fabio decide di lasciare Alice:

“Ora sentiva il bisogno di fare delle cose con le mani, di sporcarsi, di sudare e stancarsi i muscoli.”

Sente “Bisogno di fare qualcosa con le mani” (S + T) è un modo per cercare di recuperare il controllo: Fabio ordina l’ambiente per avere la sensazione di avere controllo sulla propria vita e sulla moglie.

“Non chiedeva molto. Solo la normalità che si era sempre meritato.”

“Si chiese perché non fosse capace di lasciare tutto in disordine, di dare spazio alla rabbia che gli inondava il cervello, di bestemmiare e spaccare oggetti. Perché preferiva che ogni cosa sembrasse al suo posto anche quando non lo era.”

Altri indizi di Te: interesse per le materie scientifiche, matematica, numeri, ordine, regole, personaggi di professione avvocato (Te), scienziato (T).

Funzione ausiliaria: Sensazione introversa (Si)

“Mattia avvertiva gli sguardi del pubblico come un formicolio sulla schiena. Cercò di distrarsi, valutò il volume della stanza utilizzando come calibro la statura del presidente, ma il formicolio gli si arrampicò su per il collo e lì si biforcò, afferrandogli le tempie. Immaginò migliaia di piccoli insetti rovesciarglisi dentro le orecchie, migliaia di tarme affamate scavare gallerie nel suo cervello. La formula che il presidente ripeté uguale per ognuno dei candidati gli sembrò ogni volta più lunga e venne coperta da un rumore crescente nella sua testa, al punto che non riuscì a distinguere il proprio nome quando fu il momento. Qualcosa di solido, simile a un cubetto di ghiaccio, gli andò a ostruire la gola. Strinse la mano del presidente e la sentì così secca che d’istinto cercò la fibbia metallica della cintura che non aveva.”

Un’altra cosa evidentissima è lo stile imperniato sulle sensazioni fisiche. Mi ha ricordato lo stile di un’altra autrice ISxJ: Banana Yoshimoto. Entrambi questi autori attraverso la descrizione del paesaggio e delle sensazioni fisiche cercano di trasmettere al lettore lo stato d’animo del personaggio… ahimè con risultati assai diversi: la Yoshimoto (pur con tutti i suoi difetti), a mio parere, ha una grande capacità di trasmettere attraverso la descrizione dell’ambiente la solitudine, l’inquietudine, l’abbandono e la tristezza… più facilmente tocca il cuore del lettore, forse per una maggiore sensibilità, forse perché ha meno paura di descrivere i sentimenti. Giordano invece sembra perennemente impegnato a ricordarci il suo status di laureato in fisica, di uomo dal freddo intelletto (traduco in termini di funzioni: ha la dominante che non perde occasione di affermare la sua supremazia e scacciare la povera funzione inferiore.) con il risultato di uno stile asettico, fattuale, privo di ogni sfumatura di sentimento che offende buona parte del pubblico (Giordano, ho una triste verità da comunicarti: la narrativa è terreno popolato da F che storcono il naso davanti ai tuoi termini matematici e alla tua freddezza. * pacche sulle spalle di conforto; in fondo lo capisco. * ).

Pensiamo ad esempio alla scena in cui Alice viene lasciata dal marito:

“Alice si portò i capelli dietro le orecchie. L’anta del pensile era ancora aperta sopra la sua testa, la sedia inanimata di fronte a lei. Non si era fatta male. Non le veniva da piangere. Non riusciva a riflettere su quanto era appena accaduto. Iniziò a raccogliere i chicchi di riso sparpagliati per il pavimento. I primi li prese uno a uno. Poi cominciò a radunarli con il palmo della mano. Si alzò e ne buttò una manciata nella pentola, dove l’acqua già bolliva. Rimase a guardarli, trasportati su e giù disordinatamente dai moti convettivi.” (

Le descrizioni degli ambienti fanno progredire la scena, leggendo ho avuto l’impressione che l’autore visualizzasse le scene come in un film per poi trasmetterle su carta. Scrivere “di getto”, senza “filtri” è pericoloso perchè può andare a scapito della credibilità e della verosimiglianza psicologica: l’autore, guidato dalla “bellezza della scena”, finisce per trascurare il personaggio (per giunta, a causa del Te dominante, l’ESTJ di solito non è un campione di immedesimazione nei panni degli altri) che quindi finisce con il fare o dire cose “poco logiche o naturali” come, ad esempio, il dialogo al buio tra Alice e il marito… scena “drammatica”, scritta con la precedenza all’estetica rispetto al contenuto (come l’intero libro del resto… -__-) che risulta quindi priva di senso. [In un prossimo post approfondiremo la questione].

Altre caratteristiche da ricondurre alla sensazione introversa (Si):

Le situazioni del presente vengono sempre ricondotte al ricordo passato, a sensazioni o situazioni passate per analogia.

La passione per la fotografia. Fotografare significa imprimere sensazioni, ricordi. Non so se è un caso: la vendetta di Alice su Viola avviene al matrimonio, rovina il rullino, cioè “manda in frantumi i ricordi” (Si) punizione terribile per gli Si users, spesso ancorati al passato.

La cucina: altro hobby molto comune per gli xSxJ.

Funzione terziaria: Intuizione estroversa (Ne)

Non ho osservazioni da fare riguardo l’intuizione estroversa come terziaria, tranne forse che i racconti sono troppo slegati, sembra mancare la visione di insieme e che sia la metafora del titolo attuale (scelto dall’editore), sia quella del vecchio titolo (“Dentro e fuori dall’acqua”) sono mal sviluppate, diciamo un po’ abbandonate e lasciate in disparte.

Funzione inferiore: Sentimento introverso (Fi)

Come è già stato detto molte volte, la funzione inferiore spesso rappresenta il “goal” l’obiettivo del libro e con essa c’è un rapporto conflittuale di amore e odio. In effetti, in questo romanzo, penso che l’obiettivo sia proprio il Sentimento introverso (Fi), l’unicità, i valori personali, il modo di sentire personale dei due protagonisti (almeno che l’editor non abbia cambiato anche il senso del libro…).

Il problema è che l’ESTJ, specie in giovane età, rifiuta l’unicità, il “diverso” e cerca “lo standard”, il far parte di una società “funzionante”, quindi l’autore sembra mal sopportare la “non funzionalità” dei suoi due personaggi principali: li tratta come fossero “malati”, due ingranaggi inceppati… Non si può scrivere un libro sull’unicità se non si crede nell’unicità!!

Al positivo, Fi si manifesta come una grande empatia, e come dice la Von Franz nel libro “Tipologia psicologica”: ” ‘Ti amo, ma non ti riguarda’ Questo è amore per se stesso! Il sentimento è molto forte, ma non fluisce verso l’oggetto. E’ come essere innamorati di se stessi… Naturalmente, questo tipo di sentimento, in genere, non viene compreso, e queste persone sono considerate molto fredde. Il sentimento rimane ‘tutto chiuso dentro’. Quando è inferiore rimane ancora più nascosto e assoluto.” e “il sentimento nascosto e introverso del tipo di pensiero estroverso stabilisce alleanze invisibili, ma tra queste persone troviamo gli amici più fedeli, benché capiti spesso che si limitino a mandare gli auguri per Natale”.

Pensiamo ad Alice quando incontra per la prima volta Mattia: non sa nulla di lui, ma lo trova interessante e ha voglia di “sollevargli il mento e dire guardami, sono qui “ … il tipo di sentimento dei due protagonisti è un tipo di sentimento “nascosto”, non dimostrato.

Inoltre Mattia mostra un altro problema tipico dei T dominanti (specie in giovane età – e questo libro è stato scritto da un autore che non aveva nemmeno 30 anni). I T dominanti sono spaventati a morte dalla propria funzione inferiore (il sentimento) perché il sentimento disturba il pensiero, non riesco a sostenere il “carico emotivo” della situazione e le emozioni sono di intralcio agli obiettivi (nel caso del Te dominante può essere di intralcio al successo, alla carriera) infatti Mattia si blocca, va letteralmente “in tilt”, davanti alle manifestazione di sentimento, o quando deve parlare di sentimenti, e scappa prima a metà libro e poi alla fine.

ANNA DAI CAPELLI ROSSI (ANALISI PERSONAGGI)

Jessica mi ha chiesto un commento sui tipi psicologici del libro Anna dai capelli rossi.

Dal momento che non si tratta di persone reali bensì di personaggi di fantasia è ovvio che sarò costretta a basarmi molto su comportamenti, sugli stereotipi delle funzioni e dei tipi psicologici.

Anna: ENFP enneagramma 3w2

Estroversa: la cosa che salta all’occhio, naturalmente è che molto socievole ed è una grande chiacchierona, dice in un minuto cose che un introverso medio dice forse in una settimana, ma non è solo questa che la rende estroversa.

Il suo continuo fantasticare potrebbe ingannare e far pensare a lei come a una introversa, in realtà il suo mondo interiore e le sue fantasticherie, sono frutto di una funzione estroversa (Intuizione estroversa – Ne che vedremo tra poco).

Altri tre chiari segni della sua estroversione sono:

1) Il condividere il mondo interiore con chiunque le capiti a tiro. Gli introversi, al contrario, hanno un mondo interiore di sogni e fantasticherie che tengono per sé, in una dimensione intima e privata che viene condivisa solo con pochi amici stretti, scelti e fidati. Solo in un secondo momento Anna diventa più silenziosa e preferisce tenersi certe cose per sé.

2) La selezione delle amicizie. Gli estroversi sono, per definizione, abili a conformarsi alla situazione esterna: se la situazione esterna richiede di diventare amica/o di una persona perché quella persona è “quella più indicata” con facilità si conformeranno; l’affetto subentra dopo, in un secondo momento per attaccamento. Ad Anna viene detto che Diana Berry è la più indicata a diventare “intima amica”… e diventa amica di Diana ancora prima di conoscerla bene (anzi giura amicizia eterna dopo tipo mezz’ora di conoscenza…). Per gli estroversi gli amici sono persone con cui si fanno delle cose, si condividono esperienze, ecc… il carattere le inclinazioni e le opinioni personali non sono molto importanti o fondamentali.
L’introverso al contrario è molto selettivo (lo vedremo nell’Episodio 4 di L’Amayllis fiorirà *fine spot pubblicitario*), impiega più tempo, anche molto, per instaurare un rapporto di amicizia perché instaura pochi rapporti, ma molto intimi; si apre solo con “gli spiriti affini”, osserva e seleziona prima di scegliere l’amico perché non sarà “un amico” nel senso estroverso, sarà una sorta di “depositario” di stima, di fiducia, di segreti, di pensieri ecc.. investe molto di più, rispetto all’estroverso, nel rapporto di amicizia e non può/vuole permettersi di prendere una delusione, per questo sono molto cauti e selettivi.

Si potrebbe argomentare che lo slancio di Anna nei confronti di Diana è dovuto al fatto che è rimasta sola a lungo e che prima le sue amiche erano ragazzine immaginarie… ma è irrilevante: se fosse stata introversa, non si sarebbe comunque lanciata in quella maniera, sarebbe rimasta in solitudine, con la compagnia di amici immaginari. Anna non ama la solitudine.

3) Il modo di concepire il successo. Come già scritto nella recensione, Anna mira a “traguardi” stabiliti dal mondo esterno (medaglia d’oro, prima della classe, borsa di studio, ecc.) al riconoscimento da parte di persone illustri (“si vedeva vincitrice della borsa di studio, allieva di un corso d’arte al Redmond Avery College e poi con una laurea di secondo grado in mano, davanti a una solenne e commossa commissione di emeriti professori”). Solo in un secondo momento inizia a essere soddisfatta dell’aver semplicemente fatto il proprio dovere e aver dato il massimo. L’introverso, al contrario, dipende poco dal giudizio degli altri, dal prestigio, dal traguardo, dà poca importanza alla validazione esterna perché la cosa più importante per un introverso è non deludere se stesso (es. se prende un voto basso, ma pensa di non meritarlo, magari borbotta per l’ingiustizia, ma non ne fa una malattia, “sa di sapere” e sa di aver dato il meglio – Anna invece pensa “o il primo posto o niente” e solo in un secondo momento “comincia a capire il significato di una frase come ‘la gioia di aver compiuto il proprio dovere'” -).

A causa di questo ultimo punto ho pensato che Anna potrebbe essere Enneagramma 3 che è appunto il tipo legato all’ambizione, al successo; ho pensato che potrebbe essere ala 2 e non ala 4 dal momento che un’altra caratteristica che vedo in lei è la vanità, la voglia di piacere.

La funzione dominante è molto evidente, anche a un occhio inesperto: è l’intuizione estroversa (che può generare l'”immaginazione”). Anna è già a prima vista molto vicina allo stereotipo di chi ha Ne tra le funzioni principali (ENFP, ENTP, INFP e INTP): è svampita ed eccentrica.

Vediamo velocemente il collegamento tra Ne, immaginazione e l’essere svampiti ed eccentrici.

La Ne, come forse già sapete, a differenza delle funzioni di sensazione non si concentra sull’oggetto fisico, ma estrae concetti e idee dagli oggetti (es. in parole povere: ciliegio bianco -> bianco come la neve -> “Regina delle nevi”.. ciò è la “base”, ma ovviamente ci sono associazioni ed estrazioni anche molto complesse – vedi qui ) in questo modo o tramite associazioni più complesse possono scatenarsi “fantasticherie” simili a quelle di Anna.

Il problema è che la cosa viene spontanea, difficile da controllare e se Ne è tra le funzioni principali, la cosa può avvenire in modo assai frequente. Ecco perché gli xNxP sono percepiti spesso come svampiti e uno dei disturbi più comuni tra gli xNxP è l’ADD (attention deficit disorder – disturbo dell’attenzione); frequentissimi anche i problemi di concentrazione (o andare a sbattere contro qualcosa…).

La Ne “trasfigura” la realtà, gli oggetti, intuisce le potenzialità, prende caratteristiche di oggetti anche molto diversi e le mescola, le assembla in modo originale; Dario Nardi, che ha condotto qualche studio con la EEG (elettroencefalografia) sulle funzioni e sulla possibile reazione con aree del cervello, individua la Ne con la modalità che chiama “Christmas tree” (perché dal monitor di controllo si possono vedere le aree “accendersi e spegnersi” in modo simile alle luci dell’albero di Natale): le parole per i non xNxP evocano solo risposte delle aree visive, uditive o della memoria , mentre, per gli xNxP poiché nel cervello vengono coinvolte diverse aree del cervello in modo variabile e a diversi livelli di intensità (trans-contextual thinking) alle parole vengono associate situazioni o relazioni non comuni, inusuali… ecco perché è la funzione associata all’originalità.

(Quindi a Marilla è già andata bene che ad Anna è saltato solo in mente di caricare il cappello con fiori freschi, avrebbe potuto escogitare anche cose ben più stravaganti!!)

Anche le ambizioni di Anna derivano da Ne: come abbiamo già detto è una funzione che trasfigura la realtà, la Ne genera “what if”, porta a chiedersi “E se..?”, a immaginarsi nuovi scenari, nuove possibilità… la realtà perde attrattiva e rende insoddisfatti per questa porta ad ambizione, aspirazioni, voglia di cambiamento, ecc.. Ricordo che si contrappone sempre alla Sensazione introversa (Si), funzione repressa negli ENxP, che invece rappresenta la praticità, lo stare con i piedi per terra (Marilla è Si dominante) il “nido” che Anna trova ad Avonlea.

Sentimento introverso (Fi)

È evidente che Anna è affetta da quella che io chiamo “Mariannite” (da Marianne Dashwood di Ragione e Sentimento): grande valore attribuito ai sentimenti (F > T) romantica, drammatica (NF), ma se le somiglianze non dovessero essere chiare si potrebbe fare questa altra considerazione:

con la Ne dominante ricordo che può associarsi solo il sentimento introverso (Fi) e il pensiero introverso (Ti)…

“Tra l’intelligenza e la bellezza io preferirei quest’ultima dote.”

…Una frase che farebbe drizzare i capelli a un qualunque Ti dom o aux.

Marilla: ISTJ
Molto vicino allo stereotipo. Gran lavoratrice, “Inquadrata”, pragmatica, precisa, metodica, seria, realista.

Matthew: INFP.
Introverso. Grande affinità con Anna (che appunta lo chiamo “uno spirito affine”)… stesso tipo psicologico solo che Anna è estroversa, Matthew è molto introverso. Poco deciso, tentennante nel giudizio (Te inferiore), giudizio basato sui valori (Fi) “Anna è intelligente, bella e affettuosa, anche, e quest’ultima dote conta più di tutto il resto.”

Tra Marilla e Matthew possiamo notare la differenza tra Pensiero estroverso (Te) e Sentimento introverso (Fi): Marilla appena vede Anna fa una valutazione di tipo oggettivo, pensa in modo molto pratico: “Ci serve? Non ci serve? Cosa sarebbe più utile? Un maschio o una femmina?”, solo in un secondo momento si fa condizionare dai sentimenti; Matthew, al contrario, si fa subito catturare dai sentimenti.

Diana: ISFJ gentile, buona, affettuosa, pratica, meno incline a fantasticare (Ne repressa); molto a disagio e contenuta davanti alle eccessive manifestazioni di sentimento (T > F).

Gilbert: nel libro praticamente non si vede, di lui sappiamo solo poche cose, tutte riportate , dunque per la valutazione non si può far altro che appoggiarsi a stereotipi:

– Si diverte a fare scherzi alle ragazze dunque i due tipi più probabili sono ESTP (sarebbe una specie di “Gian Burrasca”) e ENTP (sarebbe una specie di Henry Tinley – L’Abbazia di Northanger; e avrebbe la stessa funzione dominante di Anna); per il fatto che viene detto che passa molto tempo sui libri e che ha qualche affinità con Anna, propendo più per la seconda ipotesi perché, sempre in base agli stereotipi, l’ESTP per farlo studiare di solito deve venire inchiodato alla sedia e ha funzioni completamente diverse.

Rachel Lynde: ESTJ versione estroversa di Marilla: pratica, realista, non incline alla fantasticherie, schietta, adora dare consigli, ecc..

ALTRI COMMENTI:

Rapporto tra Marilla e Anna: rapporti tra ISTJ & ENFP

Molto interessante e divertente (specie all’inizio) il rapporto tra Anna (ENFP) e Marilla (ISTJ). Ogni volta che leggevo le loro interazioni ridevo come una scema perché rappresentano benissimo alcuni “Joke” che girano in rete sul rapporto dei due tipi psicologici, tipo questo: 

FRANK

L’ENFP è un uragano; l’ISTJ è serio e preciso. Le funzioni più forti di Anna (ENFP) sono le più deboli di Marilla (ISTJ) e viceversa.

Si tratta quindi di quel tipo di relazione che in Socionica (anche se ricordiamo il tipo in Socionica e tipo in MBTi non sempre coincidono) viene definita “Relations of Duality”.

Entrambe (ma si vede più in Marilla) sono allo stesso tempo attratte, ma “sfiancate” dalla funzione dominante dell’altra persona. Ricordo che con la propria funzione inferiore spesso si ha un rapporto di amore/odio, va sempre presa a “piccole dosi” e mai in maniera diretta perché altrimenti si “rizza la dominante” e si genera fastidio e frustrazione…

Marilla è attratta dal lato originale, allegro, “strano”, imprevedibile di Anna, ma “esplode” quando esagera, cerca in tutti i modi di educarla alla sobrietà e alla praticità (Si+Te), ad esempio attraverso i vestiti che le cuce e in cui logicamente non trova nulla di strano perché coincidono perfettamente con l’ideale ISTJ: comodi, pratici, senza abbellimenti inutili.

Anna invece vorrebbe essere meno svampita, più attenta, ammira il lato pratico di Marilla, ma non rinuncerebbe mai alla propria immaginazione.

In Socionica i “Dual partners” sono come due metà di una stessa unità (perché le debolezze dell’uno sono i punti di forza dell’altro) e per questo è giudicata come la migliore di tutte le possibili relazioni tra i tipi (io personalmente non sono affatto d’accordo visto che la cosa può andare storta dal momento che entrano in gioco la funzione dominante e la funzione inferiore… vedi, ad esempio i coniugi Bennet: Mr Bennet INTP e Mrs Bennet ESFJ: un “muro” casalingo dove ognuno si arrocca sui propri punti di forza e ignora le proprie debolezze anziché apprendere dall’altro.), in questo caso il risultato è una relazione vantaggiosa e positiva sia per Marilla sia per Anna.

Spero che il post vi sia piaciuto, mi piacerebbe sapere la vostra opinione in merito.

TIPOLOGIE DI DONNE NEL RAPPORTO DI COPPIA PRIMA DEL MATRIMONIO (Parte 1)

Ho deciso di riesumare dai meandri del web e dal mio pc delle sciocchezze da me create nel lontano 2010.
Sono profili basati su stereotipi che spero vi strapperanno qualche sorriso.
Per oggi, 8 marzo e Festa della donna, vi propongo 5 TIPOLOGIE DI DONNE NEL RAPPORTO DI COPPIA PRIMA DEL MATRIMONIO.

Profilo 1. La crocerossina
Profilo 2. La donzella in pericolo/il caso umano
Profilo 3. La “farfallina”/oca/ciapet
Profilo 4. L’insicura/eterna indecisa/complessata
Profilo 5. Il caratterino/la gatta selvatica

1. La crocerossina
CARATTERISTICHE:
Si fa carico dei bisogni del partner fino a dimenticare o mettere in secondo piano i propri. A volte può somigliare a “miss so tutto”: lei si innamora di lui tanto bello quanto scansafatiche e indolente o dannato, lo “sveglia”, dando uno scopo alla sua vita di m… e senza stimoli, dà ordine al suo sregolato lifestyle, cerca in tutti i modi di cambiarlo, lo plasma come creta, lui alla fine la ringrazia dicendole che è merito suo se è diventato “una persona migliore” e lei potrà rimirare la sua “opera” compiacendosi del proprio lavoro oppure rammaricarsi perché lui non è comunque “abbastanza perfetto”, non è il principe azzurro che voleva!
Nei casi più estremi è invece una ragazza insicura e complessata, fa da madre a lui e non si limita a svolgere le normali mansioni da casalinga: è meglio della macchina “Sveglia e Pimpante” inventata dal padre di Casper! Gli porta le ciabatte, sistema la cravatta, gli pulisce la bocca dopo pranzo, lo aiuta a vomitar l’anima dopo la sbronza, gli ricorda gli appuntamenti di lavoro e le telefonate da fare alla madre (altro che post it!) In questo caso lei, di solito, non vuole che lui cambi perché prova piacere ad assisterlo, poiché si sente utile, importante, gratificata e addirittura indispensabile se le tocca salvarlo da continui tentativi di suicidio!
SITUAZIONE TIPO: già descritta sopra.
TECNICA DI CONQUISTA: il suo essere così premurosa e materna.
FA COPPIA CON: artisti complessati/belli e dannati che affogano il dolore nell’alcool o nella droga, i “ragazzi kattivi”, fannulloni, cause perse, bamboccioni cacciati di casa ecc…
SVANTAGGI: sa essere così soffocante che persino lui (pantofolaio doc, bamboccione di prima categoria) scappa a gambe levate!!
TIPI PSICOLOGICI PIÙ COMUNI: ISFJ, ESFJ, INFJ, ENFJ, INFP, ISFP, ISTJ.

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2. La damigella in pericolo in pericolo/caso umano.
CARATTERISTICHE: archetipo fiabesco, donna “senza palle”.
La donzella effettivamente in pericolo si trova solo ed esclusivamente nelle opere di fiction. La principessa delle fiabe, damigella giovane, bellissima, nubile, in costante pericolo che viene salvata dall’eroe (cavaliere senza macchia e senza paura oppure superman dichiarato) alla fine della vicenda.
Le femministe, quando la vedono, si taglierebbero le vene o la disferebbero con le loro mani: ha il solo talento di attirare problemi, per il resto non è capace di far nulla da sola, ha sempre bisogno di un uomo che l’aiuti, che la protegga da tutto e da tutti.
Persino i gatti neri si toccano quando la vedono passare: se si mette a correre ruzzola e si sloga una caviglia, se esce da scuola viene investita da un’auto, se passeggia in un vicolo viene assalita da un branco di malintenzionati… e tocca a lui salvarla da questo mondo infame e dalla sua imbranataggine cronica.
La maggior parte delle ragazze in questa categoria sono damigelle in pericolo solo nella loro testa o vorrebbero esserlo.
Romantica, passionale e sognatrice, ma profondamente immatura, ma soprattutto egocentrica ed egoista.
Cresciuta a pane e fiabe sogna ogni notte di essere una principessa Disney, di trovare il principe azzurro o l’uomo perfetto che la faccia sentire una regina, che la tragga in salvo su un cavallo bianco (cioè una macchina sportiva) per portarla nel suo castello bello bello e vivere “per sempre felici e contenti”!
Ma la realtà è ben diversa: il cavallo è zoppo (la macchina non è che un’utilitaria), il castello è un bilocale e la coppia convive per 6 mesi felice e contenta dopodiché avviene la rottura perché non si sopportano più!
Il suo essere egocentrica e egoista la porta ad avere e trasmettere una visione del mondo a senso unico, a costruirsi, a vivere, più o meno consapevolmente, in un mondo fittizio, una fiaba personale creata ad hoc in cui lei è la protagonista assoluta e tutte le altre persone vivono e agiscono in funzione di lei.
Se questa sua tendenza degenera ed è particolarmente ehm..”fantasiosa” nel costruire il ruolo degli antagonisti allora si trasforma in vittimista (vedi altra categoria nel prossimo post), ma di solito si concentra molto di più sul partner.
Poraccio, sventurato! Lei non è una facile da accontentare, pretende: mazzi di rose rosse; plateali, ma soprattutto costanti (quasi quotidiane) dichiarazioni d’amore, giuramenti di amore eterno; frasi sdolcinate da Baci Perugina, continui gesti di galanteria…
TECNICA DI CONQUISTA: regard rêveur, occhi languidi e sognanti che implorano e sembrano dire “Oh mio eroe salvami! Da cosa non lo so nemmeno io, ma salvami!”
SITUAZIONE TIPO: lui e lei tornano da scuola.
lei: “accidenti quanto pesa questa borsa…” = “oh, mio eroe forte e bello! Ti prego, liberami da questo fardello”
lui: “già il libro di mate è proprio pesante… eheh” =“la borsa non te la porto, manco morto! Mia cara, ti rammento che non siamo più nell’800!”
lei: “mamma mia che giornata! Sono stanchissima…” * vacilla lasciando intendere che fatica a reggersi in piedi * = “anche se di bianco destriero sei sprovvisto, ti prego, portami in braccio, insisto!”
lui: “già, anch’io e tra poco ho addirittura gli allenamenti.” = “non sono il tuo valletto, quindi non ti porto a scavaletto.”
FA COPPIA CON: vorrebbe far coppia con il principe azzurro, un superman dichiarato o un uomo perfetto, ma in pratica non li becca mai (giusto perché non esistono…). In compenso casca immancabilmente come una pera cotta tra le braccia del primo Farfallone camuffato (oppure che lei stessa idealizza) da principe che trova! Se le va bene becca un bravo ragazzo.
SVANTAGGI: è una palla al piede!!!
TIPI PSICOLOGICI PIÙ COMUNI: INFP, ISFJ, ISFP.

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3. La farfallina/l’oca/Ciapet
CARATTERISTICHE: tipologia di donna in vertiginoso aumento (sigh). Comunissima tra le adolescenti in età adulta tende a evolversi e passare in altre categorie una delle quali – leggi: Prostituta, Sventola, Famme Fatal (vedi prossimo post) – particolarmente dannosa per la reputazione del sesso femminile, ma particolarmente apprezzata dal sesso maschile.
Dire che è superficiale è un eufemismo, ma lei lo prende comunque come un complimento!
Hobby? Che domande! Ragazzi, shopping & beauty e divertirsi.
Il primo passatempo è lo scopo, gli altri due non sono altro che il mezzo per arrivare ad esso o il premio di consolazione.
Nei weekend, soprattutto in due particolari periodi dell’anno – potrebbe decidere di unire tutti gli hobby, proponendo a lui una giornata di shopping! Ed eccoli il sabato pomeriggio impegnati in una maratona in oulet village: lei saltella allegramente davanti a lui e batte le mani eccitata per tutte le belle cosine che ha comprato; lui dietro, cavallerescamente caricato come un mulo di borse di plastica riempite con minigonne, magliettine taglia small, stivali e scarpe, sexy completini di pizzo (l’unica cosa che gli dà la forza di sopportare!), trucchi…
Sabato sera? Vai con le 3 B! (baciare, ballare, bere). Eccola in pista: minigonna e strass, tacco 12, trucco così pesante che la metà basterebbe per restaurare la cappella sistina, scollatura profonda e push up.
Spiccato talento per il flirt. Vanitosa e sciocca, ride con poco, per un nonnulla e così forte che la si sente sempre almeno dal fondo del corridoio!
Allegra, frizzante e chiacchierina è sempre la prima a spezzare i momenti di quiete con un: “Che silenzio!” Perchè? Perchè la spaventano e le ricordano la verità e cioè che vorrebbe urlare dalla disperazione.
Indossa la maschera di persona allegra e spensierata per paura di guardarsi dentro e scoprire il vuoto più totale che è presente in lei che la divora come un buco nero… Ma ci pensa l’alcool a farlo emergere: dopo i primi minuti di illusoria euforia e benessere, la sbronza del sabato sera dà risultato depressivo: pianti isterici senza motivo apparente, urli da esorcismo e vomito e mal di testa il giorno dopo.
Appassionata di gossip la prima domanda che fa è “sei fidanzata?” se la risposta è “no” reagisce come se le avessi appena detto che hai un brutto male (e allora ti guarda con commiserazione o fa una faccia finta-allegra di circostanza).
Fidanzata tutto l’anno, ma non con lo stesso ragazzo. A volte riesce a tenerne uno fisso addirittura per 12 mesi, ma la relazione sembra di “coppia aperta” perché lei è perennemente seduta in braccio ad un altro, abbracciata a un “amico”…(lui da parte sua fa lo stesso…).
TECNICA DI CONQUISTA: piace agli uomini che non vogliono impegnarsi troppo, che vogliono divertirsi, che non sono gelosi.
SITUAZIONE TIPO: un giorno si alza con una prima di reggiseno e tutto cambia: si sente “donna”, inizia a camminare ridicolmente sculettando come se dovesse camminare in equilibrio sui tacchi (anche se indossa le Converse), tutte le settimane si compra la sua “Bibbia” personale (il “Cioè”!), stacca il poster del suo androgino cantante preferito, lo attacca sopra al letto, e chiede perdono per il “tradimento” che sta commettendo – cioè l’invio di un messaggino tutto “K” e “love love” al suo “fidanzato” (che naturalmente non le risponde perché sta giocando alla playstation visto che ha 11 anni).
FA COPPIA CON: “farfalloni”, galli del pollaio, mandrilli…
SVANTAGGI: nessuno se in una donna cercate la stupidità.
TIPI PSICOLOGICI PIÙ COMUNI: ESFP, ESFJ, ENFP, ISFJ, ENFJ.

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4.L’insicura/Eterna indecisa/complessata.
CARATTERISTICHE: tipologia diffusissima e “normale” tra le adolescenti, in alcune donne questa personalità persiste anche in età adulta. Romantica, sognatrice, dolce, ma completamente concentrata su se stessa, moooooooooolto ingenua, passionale e immatura.
Ha una personalità debole (o è semplicemente convinta di averla perché si fa un sacco di seghe mentali!) oppure non (ancora) ben definita; questo è il suo maggior problema: non ha punti fissi a cui fare riferimento per questo rimbalza a mo’ di flipper, tra una relazione e l’altra come una talpa alla luce del sole.
Ha due incubi: decidere chi scegliere e rimanere da sola.
E’ la tipica ragazza da triangoli che si formano a causa del fatto che non riesce a risolversi su chi scegliere, intreccia una miriade di relazioni di natura indefinita tra amicizia e amore, torturando, seppur involontariamente, in tutti i modi possibili, se stessa e i suoi pretendenti.
“Devi scegliere! O me o lui”, ma una frase di questo tipo la manda ancora più in panico, non decide (o se decide prende la decisione sbagliata e poi ritratta per scegliere l’altro!), si lascia trascinare dagli eventi, dalle emozioni del momento e alla fine gli altri scelgono al posto suo (perché giustamente si stufano di “essere presi in giro” o di aspettare i suoi comodi!).
Donna “senza palle”, la sua insicurezza raggiunge a volte (specie in alcune fasi del ciclo mestruale) livelli strabilianti: al minimo complimento casca come una pera cotta ai piedi di chiunque! Non le importa la provenienza e la qualità dei complimenti, basta che ne riceva per sentirsi apprezzata, “amata” da qualcuno.
Basta anche solo un “Hey, belle scarpe!” per farle partire in automatico un rapidissimo cortometraggio mentale della sua vita futura con il ragazzo, zeppo di immagini super romantiche pescate a caso dalle sue serie tv o film per adolescenti preferiti con una smielata power ballad di un qualche cantante pop da strapazzo come colonna sonora.
Prova o pensa di avere una personalità camaleontica, di poter andare contro la sua natura e di adattarsi a tutti i tipi di uomini e a tutte le situazioni, di diventare una sera Femme Fatale per conquistare Tizio, un’altra sera di far l’oca per arrivare a baciare Caio, un’altra sera la brava ragazza per conquistare… sua Madre! Perché non la fa più uscir di casa poiché l’ha vista far la scema con Tizio e Caio… “sei impazzita? Non ti riconosco più” (il bello è che non si riconosce nemmeno lei!)!
A causa di questa sua tendenza a cambiare personalità per conquistare l’obiettivo occasionale e di prendersi una cotta per chiunque le rivolga una minima attenzione, colleziona relazioni con uomini sbagliati (sposati con figli, stronzi, Don Giovanni incalliti..) e poi si chiede: “perchè non riesco a trovare l’uomo giusto?!” *rolleyes*
Dalla cotta facile (che lei osa chiamare “innamoramento”!) e lampo (dura da mezz’ora a 3 giorni).
Nelle relazioni fisse è un disastro (è tanto se durano 3 mesi): “ma sono io il problema?” “ma è lui?”, “Ma mi ama abbastanza?”….
Ossessionata dal bisogno di essere amata non riesce però ad amare in modo maturo ed equilibrato perché non vuole “il” ragazzo, vuole “un” ragazzo; non vuole “amare”, vuole “essere amata”.
TECNICA DI CONQUISTA: generalmente sono gli altri che conquistano lei.
Il Farfallone la aggancia sciorinando complimenti che lusingano la sua vanità e la incoraggiandola a diventar un’oca o peggio.
Il Don Giovanni/mandrillo incallito la cattura con un “Eh, ma dai lasciati andare, non fare la suora!” lei pensa di essere troppo acida o teme di essere bollata come moralista e… si trova incinta di lui!
Il “Gallo del pollaio” o il “buffone” la conquistano facendola ridere o stuzzicandola.
Lei invece conquista più che altro grazie ai continui “incoraggiamenti” che sembra dare a chiunque.
SITUAZIONE TIPO:
Lui * per essere gentile*: “Hey belle scarpe”.
Lei: “Grazie” *via al cortometraggio*: corse sulla spiaggia/cenetta a lume di candela stile Lilli e il Vagabondo/serenate di lui con la rosa in bocca e mandolino/mazzi di rose rosse/cornetti Algida da condividere/fuochi d’artificio/frecce tricolori che scrivono “Ti amo” nel cielo/Matrimonio.
*Arriva la ragazza di lui, lo bacia e se ne vanno…STOOOP al cortometraggio, cuore in pezzi, un mese di autostima sotto i piedi, una settimana di lagne “mi manca, lo amo, non riesco a dimenticarlo..”.*
FA COPPIA CON: vorrebbe un principe azzurro, un superman dichiarato o un uomo perfetto, ma in pratica pesca spesso buffoni, farfalloni/don Giovanni e stronzi.
SVANTAGGI: per stare insieme a lei è necessaria moltissima pazienza, comprensione, dolcezza ed essere un po’ “Emo” perché bisogna proprio essere autolesionisti per voler star con lei!
TIPI PSICOLOGICI PIÙ COMUNI: INFP, ISFJ, ISFP.

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5. il “caratterino”/la gatta selvatica.
CARATTERISTICHE: una donna dal carattere e dai modi fermi e decisi (spesso perché è stata costretta a maturare velocemente a causa di ambiente familiare, sociale…), prova sempre a mostrarsi forte, indipendente, sicura di sé. A volte il suo carattere non è altro che una maschera per nascondere insicurezze: cerca di mostrarsi a tutti i costi “perfetta” di reagire e opporsi alle sue debolezze fino a esagerare.
Assume quindi l’aspetto di una bacchettona e si guadagna nomignoli come “miss so tutto io”, “la rompina”, “la rompic….” ecc..
Esprime le sue opinioni in modo così risoluto e argomentato che agli altri viene difficile replicare.
Esistono sostanzialmente due sottotipi: la “signorina so tutto” e la “gatta selvatica”.
Il primo sottotipo tende a travolgere, come un fiume in piena, il malcapitato fidanzato con le sue chiacchiere, interminabili monologhi su tutti gli argomenti possibili e immaginabili: mentre lei passa in rassegna tutto lo scibile umano, il 97% degli uomini si fa trasportare via da un trip mentale in cui figurano partite di calcio, tette, auto sportive, tette, giornaletto di playboy, tette, culi e… tette; il 2% non capisce nulla di quello che viene detto; l’1% rimane estasiato davanti alla sfilata di nozioni e si rallegra di aver una fidanzata in grado di dire qualcosa in più di “sì” “no”, “stasera discoteca!” e andar oltre ai commenti su vestiario e pettinature.
Il secondo sottotipo somiglia a un gatto selvatico, ci vuole molto tempo per comprendere fino in fondo il suo carattere, per guadagnarsi la sua stima e il suo affetto. Fa fatica a fidarsi degli altri e per non rimanere ferita sta sempre sulla difensiva, a ogni minima cosa tira fuori le unghie per difendersi. Più che mordere “graffia” e più che mostrare cultura dimostra intelligenza.
Deve sempre dir la sua su tutto e tutti, pensa sempre di aver ragione e muore dalla voglia di dire agli altri “te l’avevo detto” (se si trattiene è solo per educazione o tatto). Se non può esprimere un’opinione la lascia comunque intendere con una frase, con lo sguardo o una smorfia.
Sagace e con un’intelligenza pronta e vivace, in gamba, pratica e realista anche un po’ cinica.
Ama anche le discussioni teoriche, è abilissima negli scontri verbali e nei dibattiti più o meno scherzosi, conclude il colpo con un touché: una battuta ironica e tagliente che fa male come una stoccata. Buona e cara fino a quando viene lasciata in pace, se Lui se la prende scherzosamente in giro nel giorno o nel momento sbagliato, Lei lo manda via pettinato.
TECNICA DI CONQUISTA: a differenza della maggior parte delle donne non punta sul sex appeal (aborre l’idea di essere vista come un oggetto!), ma esercita un incredibile fascino (che non si accorge neppure di avere) grazie ai suoi modi e alla sua personalità.
SITUAZIONE TIPO:
(tratto da Dawson’s Creek puntata 10 -prima stagione – Esperimenti d’amore)
*Pacey e Joey guadano il fiume*
J. accidenti è gelata!
P. quante storie, d’accordo l’acqua è fredda, ma non morirai..Te lo dice uno che è sopravvissuto a ben altro.
J. Oh, mio eroe! (ironico) e a proposito di sopravvivenza credevo che le bestie prive di cervello si fossero estinte nella preistoria…
P. E’ veramente pazzesco! Una persona in gamba come te non se la fila nessuno..
J. Ancora più pazzesco una persona come te a qualcuna piace!
FA COPPIA CON: quella ristretta percentuale di uomini che apprezzano l’intelligenza e la cultura in una donna oppure con giullari e spiritosoni che amano punzecchiare e fare battute perché trovano in lei una degna avversaria.
SVANTAGGI: a causa della personalità forte gli uomini o la odiano o la amano. Alcuni la trovano affascinante e l’ammirano, altri invece la trovano pesante e acida.
TIPI PSICOLOGICI PIÙ COMUNI: INTP, ENTP, INTJ, INFJ, ISTJ, ISTP, ENFP.

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Si accettano consigli per migliorare e ampliare le categorie! ^^
Qual è la vostra categoria preferita? In quale credete di rientrare?

LE INTUIZIONI BIZZARRE CHE GE(Ne)RANO IDEE

In questo post spiegherò come funziona l’Intuizione estroversa (Ne) con un rapido esempio tratto dal romanzo che sto scrivendo.

L’intuizione estroversa (Ne) è una delle quattro funzioni percettive ed è sempre associata e opposta alla Sensazione introversa (Si).

Funzione dominante in ENFP e ENTP.
Funzione ausiliaria in INFP e INTP.
Terziaria in ESTJ e ESFJ
Funzione inferiore in ISFJ e ISTJ

Il seguente brano è tratto da uno dei capitoli dell’Episodio 3 del mio romanzo a puntate L’Amaryllis Fiorirà – The Austen Resort. Io sono INTP quindi la Ne è la mia funzione ausiliaria.  (Questa era la bozza iniziale del pezzo, ciò che è uscito subito dopo l’intuizione; la versione definitiva nell’Episodio 3 sarà un po’ diversa, ma la sostanza è la stessa):

Fin dalla nascita era stato lodato, vezzeggiato, ricoperto delle più alte aspettative, reso consapevole della propria fortuna, di non essere come gli altri e di non poter essere come gli altri. Grato e riconoscente, si era sempre impegnato al massimo per meritarsi quella condizione privilegiata e essere all’altezza delle grandi cose che la sua famiglia si immaginava per lui. Era cresciuto tranquillo e felice, al riparo da ogni difficoltà e da un mondo che gli era stato detto essere torbido, meschino, invidioso. Le prime esperienze furono conferme e con la fiducia spezzata si chiuse nella sua gabbia dorata che dapprima accettò, annullando il desiderio di libertà con l’idea che il prezzo per una vita diversa sarebbe stato fatiche e disagi, e poi ostentò davanti al mondo intero per rivalsa. Ma Elisabetta stava a poco a poco distruggendo le sue certezze, mostrandogli la fragilità della sua corazza, costringendolo a mettere in discussione se stesso, le sbarre della propria mentalità e della vita da animale in cattività che conduceva.

COME È STATO COSTRUITO QUESTO PEZZO? COME È SORTA L’IDEA?

claragatto

Ebbene sì: c’entra un gatto e quell’immagine con Heidi e Clara!

Come vedremo in uno dei prossimi post l’Intuizione estroversa (Ne) sorge spesso da strane associazioni, combinazioni di idee (per questo dà origine spesso a idee o scene originali o strampalate), la Ne in pratica funziona così:

L’intuizione avviene grazie a un oggetto esterno. Di un oggetto esterno non colpiscono le caratteristiche fisiche bensì si astrae/estrae un concetto che andrà poi a legarsi ad un pensiero.

Un giorno passeggiavo per il cortile di casa mia pensando: “Come posso attualizzare il personaggio di Darcy? Come posso “traslare” l’orgoglio di classe del personaggio originale per inserirlo nella mia storia?”
Ho visto la gatta di mia nonna che guardava fuori dalla finestra le altre due gatte più “anziane” che scorrazzavano libere sul balcone. Alla gattina in questione non è permesso uscire dopo una certa ora perché, a differenza delle altre due, è ancora giovane e curiosa (ed è anche un po’ balorda) e tende ad allontanarsi da casa (il nostro timore è quella di trovarla la mattina dopo spiaccicata sull’asfalto o mezza sbranata da un cane). Ho pensato però che anche se la gattina aveva meno libertà rispetto alle altre, aveva anche numerosi vantaggi e privilegi (è la preferita di mia nonna, è giudicata la più bella, la più elegante, quasi “aristocratica” ed è quella che riceve più attenzioni, ecc….).
Mi è venuto in mente quindi il concetto “prigionia, cattività”, ho pensato a una condizione privilegiata che può avere anche svantaggi, ho pensato a un bambino aristocratico o ricco che osserva da un vetro bambini liberi e rozzi.
Sono entrata e mi sono messa al pc per mettermi a scrivere. Naturalmente il mio primo istinto è sempre quello di cazzeggiare, quindi ho aperto Fb e mi è passata davanti un’immagine divertente con Clara Seseman che dice ad Heidi: “Heidi, lo vuoi capire che il blush lo devi sfumare?”. Mentre ridevo per la battuta sciocca mi è venuta in mente la puntata in cui Heidi libera il canarino di Clara che, dopo un volo fuori dalla finestra, torna nella gabbietta dorata; Heidi non capisce perché l’uccellino non è volato via libero; le viene spiegato che ha scelto di tornare perché, come Clara, è sempre vissuto in cattività.
Ho completato quindi l’idea e scritto il pezzo (poi siccome mi è venuta in mente la canzone di Tiziano ferro E fuori è buioHo passato tanti anni in una gabbia d’oro. Sì forse bellissimo, ma sempre in gabbia ero ho ascoltato la canzone per mezzo pomeriggio invece che continuare a scrivere XD)

DETERMINARE IL TIPO PSICOLOGICO DEGLI SCRITTORI (SCHEMA DI RIASSUNTO)

DETERMINARE IL TIPO PSICOLOGICO DEGLI SCRITTORI (SCHEMA DI RIASSUNTO)

Questo è uno schema riassuntivo, poi vedremo tutto meglio e nel dettaglio nei prossimi post.

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Il tipo psicologico è formato da:

ORIENTAMENTO

L’orientamento determina la funzione dominante del tipo psicologico: se l’orientamento è introverso la prima funzione sarà introversa (seguono le altre in alternanza: ausiliaria estroversa, terziaria introversa, inferiore estroversa); se l’orientamento è estroverso la prima funzione sarà estroversa (idem).

Io prendo in considerazione anche gli ambiversi (l’MBTI “tradizionale” no). Poiché però non credo che esistano “funzioni ambiverse” penso che ci sia semplicemente meno differenza tra le funzioni, meno “conflitto”, meno tensione…a seconda dei casi.

Introversi – preferiscono scrivere in un ambiente tranquillo o povero di stimoli.
Estroversi – preferiscono scrivere in un ambiente movimentato o con un po’ di stimoli (musica, rumore di sottofondo, tv accesa).
Ambiversi – a metà strada tra le due cose.

4 FUNZIONI PRINCIPALI:

Sensazione, Intuizione, Pensiero, Sentimento.

Le prime due sono dette funzioni percettive (e indicano come il mondo viene percepito); le ultime due funzioni giudicanti (e indicano i criteri di valutazione del mondo).

Al Pensiero (T) si contrappone sempre il Sentimento (S) [e viceversa]

Alla Sensazione (S) di contrappone sempre l’intuizione (N) [e viceversa]

Ogni funzione esiste sia in variante estroversa, sia in variante introversa per un totale di 8 funzioni. Per ogni persona, per ogni “tipo psicologico”, sono però rilevanti solo 4 funzioni.

i

FUNZIONE DOMINANTE

(si oppone alla funzione inferiore, la reprime)

– è la funzione più forte, il punto di forza, ciò che ci soddisfa maggiormente, ciò che ci riesce meglio, ciò che tendiamo a cogliere di più o a cui diamo più rilevanza.

– influenza fortemente lo stile (scelta delle parole, frasi, collegamenti, utlizzo di metafore, ecc..)

– nei primi scritti spesso rappresenta il protagonista o il personaggio con cui lo scrittore dice di identificarsi.

– è presente nei personaggi in luce positiva.

FUNZIONE AUSILIARIA

(si oppone alla funzione terziaria)

– è la seconda funzione più forte; altro punto di forza (più o meno come sopra, a seconda di quanto è sviluppata).

– influenza fortemente lo stile (come sopra)

– presente nei personaggi in luce positiva.
(in generale valgono più o meno le stesse cose che vengono dette della dominante)

– se viene soppiantata dalla terziaria (loop) può apparire in forma negativa.

FUNZIONE TERZIARIA – Di norma: poco presente nello stile, specie nelle cose scritte in giovane età.

– Nella lettura dona una sensazione di “sollievo”, di piacere. Rappresenta un campo in cui non siamo molto abili, ma che ci interessa.

– Quando debole o inconscia può dare un effetto simile alla funzione inferiore, ma generalmente con un effetto più debole.

– Quando troppo forte fa coppia come la dominante (loop) e assume caratteristiche della ausiliaria. Lo scritto può apparire come qualcosa di “insano”, “non bilanciato”.

FUNZIONE INFERIORE/REPRESSA – è la funzione più debole, ciò che “non ci riesce”, ciò cui non prestiamo attenzione, ecc..

– spesso responsabile di blocchi degli scrittori, dei “mi piacerebbe, ma non riesco”… eppure spesso può essere la soluzione per uscire dai guai!

È sempre inconscia e per questo:

– negli scritti spesso costituisce il “goal/tema”, l’obiettivo da raggiungere, ciò che dà il senso alla storia, e può essere avvertita dallo scrittore come una “mancanza”, come il motore, la spinta per scrivere.

– c’è un rapporto di Amore/Odio: può “attirare”, suscitare un fascino particolare, può rappresentare il “guilty pleasure”, oppure irritare molto, specie se presente in grande quantità o molto evidente negli scritti che si leggono o scrivono.

– può apparire, specie negli scritti giovanili, in una forma negativa (ad esempio nei personaggi antagonisti); generalmente appare in una forma più positiva con l’avanzare dell’età (verso i 40anni)

– poiché è inconscia spesso “attira” per questo potrebbe rappresentare l’interesse amoroso del/della protagonista (avete presente quando si dice “gli opposti si attraggono”?)

– se la persona è insoddisfatta di sé, può diventare protagonista della vicenda o la persona può credersi molto brava nel campo rappresentato dalla funzione, ma con scarsi risultati e numerose difficoltà.

COSA DA TENERE PRESENTE:

– Più uno scrittore è giovane più le due funzioni sono evidenti, dunque è di solito più facile identificare le funzioni utilizzando cose scritte in giovane età (fino ai 20/25 anni) perché poi le funzioni si “mescolano” con le esperienze, si integrano…

– Con l’avanzare dell’età le funzioni si sviluppano: grossomodo 25/35 anni terziaria; 35/40 anni funzione inferiore.

– Tenere sempre conto dell’anno in cui le opere sono state scritte

– Molto utili le biografie(niente roba farlocca o romanzata, si intende quelle più oggettive possibili).

– Preferire i testi in lingua originale.

– Occhio a non “proiettare” il proprio tipo psicologico o visione del mondo su ciò che si sta analizzando.

– Tenere sempre presente eventuali influenze culturali (mentalità e costumi di altre culture o epoche storiche; cinema, ecc..) o di altri scrittori.

LE FUNZIONI NEI TESTI

Intuizione estroversa (Ne) “caos”; metafore; parallelismi sia nei concetti che nella struttura della frase tono spensierato e vivace.

Trame costruite su un concetto astratto, su un’idea; collegamenti tra una scena e un’altra basati su concetti.

Finali “aperti”.

Progetti inconclusi.

Intuizione Introversa (Ni) simboli; tono “dark”; descrizioni della scena con immagini, ma apparentemente “slegate” tra di loro (*…Non so come spiegare!! * XDD vabbé poi lo vedremo con gli esempi)

Trame sviluppate su un concetto astratto, un’idea; collegamenti tra una scena e un’altra basati su concetti.

Sensazione estroversa (Se) Sensazioni fisiche esterne; azione; mondo materiale; descrizione delle scene a “telecamera”; trame basate sull’azione, sui fatti.
Sensazione introversa (Si) Sensazioni fisiche interne, malinconia, ricordi, infanzia; trame che partono da fatti, spesso da ricordi o dettagli.
Pensiero introverso (Ti) Precisione nei concetti e nelle definizioni; analisi; linguaggio/stile impersonale.
Pensiero estroverso (Te) Logica lineare (da A a B, da B a C, ecc.); racconti di fatti, dettagli, stile impersonale, di “cronaca”, di giustizia, di legge.
Sentimento estroverso (Fe) Emozioni, sentimenti rivolti all’esterno, scene con abbondanti dimostrazioni di affetto, effusioni. Attenzione ai personaggi o per usanze, costumi e convenzioni sociali; filantropia.
Sentimento introverso (Fi) Attenzione ai personaggi. Principi morali, valori, emozioni, empatia, unicità, giustizia.

– N.b. In linea generale: il “goal”/tema è rappresentato dalla funzione inferiore (al limite dalla terziaria), ma nello stile (scelta delle parole, frasi, collegamenti, utlizzo di metafore, ecc..) si vedono funzione dominante e ausiliaria [si veda ad es. la differenza tra Jane Austen (INTP) e Nicholas sparks (ESFJ – o ISFJ… non so se è estroverso o introverso); stesse funzioni, ordine diverso.

J (Giudicante) / P (Percettivo) (alias: la lettera malefica a fine sigla che complica gli affari semplici e crea una confusione assurda).

Nell’MBTI indica quale tra le due funzioni più forti (dominante o ausiliaria), se la giudicante o la percettiva, si relaziona con il mondo esterno (cioè è presente in variante estroversa). (es. INTP: le due funzioni più forti sono Ti e Ne , quella in variante estroversa è l’intuizione, che è una funzione percettiva, di conseguenza l’ultima lettera delle sigla sarà P.

Per chi non è interessato alla teoria, ma solo al legame con la scrittura, la cosa non è molto rilevante perché verrà trattata in modo indiretto già quando vedremo le funzioni in dettaglio.

Comunque: la differenza principale penso sia questa:

Giudicante (J) Di solito sono piuttosto organizzati, utilizzano scalette (che rispettano), si prefiggono scadenze e riescono a rispettarle, spesso con molto anticipo, ecc…
Percettiva (P) Di solito sono piuttosto disorganizzati; possono fare il proposito di utilizzare scalette, schede, ma spesso non riescono o preferiscono non rispettarle e lasciare che il progetto cresca liberamente; iniziano progetti, ma spesso perdono interesse e non li portano a termine; hanno difficoltà a rispettare le scadenze, è come se il cervello funzionasse solo sotto “pressione”.

 

Commenti, domande, dubbi, perplessità, suggerimenti, critiche, osservazioni, aggiunte che desiderate fare??? ^^

Prossimamente vedremo le funzioni nella Lettura.

MBTI & SCRITTURA CREATIVA: INTRODUZIONE

CHE COS’È L’MBTI?

Quello che troverete su questo blog non è MBTI “puro”, primo perché MBTI è un marchio registrato, secondo perché non sono una psicologa (sono una psicologa ciarlatana che scribacchia nel tempo libero! U_U), terzo perché ha aspetti “superati” oppure che non mi convincono… Si tratta di MBTI “adattato” da me… dico MBTI solo per comodità perché è la mia base (ma un giorno creerò la mia personale teoria! muahaha ) Non spiegherò in questo post le basi della teoria quindi se non sapete di cosa si tratta potete leggere questa pagina

CHE RELAZIONE C’È TRA TIPO PSICOLOGICO E SCRITTURA CREATIVA?

Il tipo psicologico riguarda come noi percepiamo e come noi giudichiamo il mondo che ci circonda, sia il mondo esterno, sia il mondo interiore…
Nella lettura lo possiamo notare dalle recensioni e dalle interpretazioni e opinioni, spesso molto diverse, che vengono date a uno stesso libro o a uno stesso personaggio; nella scrittura lo possiamo notare nelle differenze di stile degli scrittori o nello “stile naturale” di ragazzini delle medie o delle elementari che non hanno ancora subito l’influenza di libri che hanno letto.
Vi siete mai trovati ad invidiare lo stile di scrittura di un altro e chiedervi: “perché non riesco”? Perché quello riesce a fare bellissime descrizioni e io no? Perché non riesco a scrivere qualcosa di divertente? Perché non riesco a descrivere così bene le emozioni altrui? Perché quello stile di scrittura mi sembra irritante? Cercheremo di dare risposte a domande di questo genere.
Non sono solo questioni di “gusti” e spesso non si tratta solo di “influenze artistiche” o dell’ambiente, normalmente si crede che tutti percepiscano il mondo allo stesso modo, ma non è così. Detto in modo molto molto semplice: c’è chi “pensa con immagini” e chi pensa per schemi, c’è chi percepisce molte sensazioni fisiche e chi quasi non le nota… lo stile di scrittura è il risultato diretto di diversi modi (tipi psicologici) di percepire e giudicare.

LE CLASSIFICAZIONI NON INTACCANO L’UNICITÁ DELLE PERSONE

Possiamo paragonare i tipi psicologici agli alberi. In natura esistono peri, meli, ciliegi,… Conformazione del terreno, condizioni atmosferiche, luogo, esposizione alla luce, ecc… influenzano e condizionano l’aspetto dell’albero, la vita, la capacità e la qualità dei frutti e dei fiori che produce.
Inoltre è possibile identificare molte altre sottospecie: esistono, ad esempio le mele Golden, le mele Fuji, le mele Stark, ecc… di conseguenza un melo non sarà mai uguale a un altro melo: non avrà lo stesso aspetto, non darà gli stessi frutti,… allo stesso modo una persona non sarà mai uguale a un’altra.
Le persone appartenenti a uno stesso gruppo avranno solo delle somiglianze tipiche della “specie”.
La teoria che troverete in questo blog, le descrizioni, i suggerimenti, è quindi paragonabile a un libro di giardinaggio che offre descrizioni delle caratteristiche, suggerimenti per la coltivazioni, cura delle possibili malattie, ecc.

COSA SI INTENDE PER FUNZIONE?

Jung: “forma di attività psichica che in circostanze differenti rimane uguale se stessa.” è una costante, uno schema di fondo.
Nell’MBTI, diciamo “classico”, sono “prospettive”, filtri, modi di percepire e giudicare la realtà (potremmo quindi paragonarle a delle lenti attraverso cui vediamo il mondo), ci dicono cosa valutiamo e cosa non valutiamo, cosa percepiamo di più e cosa percepiamo di meno.
Studi recenti hanno cercato di identificare le funzioni all’interno del cervello, sono state identificate alcune aree, non ho le competenze per capire quanto e se gli studi sono affidabili, ma secondo il mio personale giudizio di psicologa ciarlatana, alcune cose sono decisamente plausibili e meritano attenzione. le vedremo poi nel dettaglio. Dunque per me le funzioni non sono solo “prospettive”.

LE FUNZIONI SI POSSONO “ALLENARE”?

Secondo me sì, dal momento che credo nella relazione tra aree del cervello e funzioni e non credo siano solo “prospettive”.

È POSSIBILE CAMBIARE TIPO PSICOLOGICO?

Secondo la teoria no e anch’io non credo che si possa dal momento che io classifico in base al processo cognitivo e non in base al comportamento. Alcune cose non si possono cambiare perché sono già presenti alla nascita (es. vedi questione introversione/estroversione nell’appendice di L’Amaryllis fiorirà – The Austen Resort – Episodio 1.. <- spot pubblicitario XD), altre cose si possono cambiare, ma non al punto di cambiare completamente tipo.
Il tipo si stabilisce nella prima infanzia, per mix di fattori genetici e ambiente. al limite ci sono casi in cui non è facile identificare il tipo per motivi che vedremo nei prossimi post.

A COSA SERVE SAPERE IL PROPRIO TIPO PSICOLOGICO?

A focalizzare gli obiettivi, a capire cosa potrebbe risultare più soddisfacente, quali potrebbero essere i punti di forza o di debolezza quali difficoltà si potrebbero incontrare, ecc..
Chiaramente, tornando alla metafora delle piante, leggere un manuale di giardinaggio non ti fa diventare necessariamente un bravo giardiniere, quindi leggere questo blog non risolverà tutti i problemi.

COME FACCIO A SCOPRIRE IL MIO TIPO PSICOLOGICO?

– Per chi è alle prime armi, ma vuol diventare “esperto”: studiate la teoria di base, specie il ruolo della funzione dominante e della funzione inferiore. Leggete bene le funzioni; è il metodo più sicuro e più affidabile. Sconsiglio i test perché spesso danno risultati errati; occhio quando leggete i profili: sono molto utili per “avere un’idea”, ma sono anche pericolosi perché possono generare stereotipi: ogni frase dovrebbe essere sempre ricondotta alla funzione o alla combinazione di funzioni. All’inizio sconsiglio di bazzicare troppo su siti dove vengono fatte classificazioni di personaggi famosi o personaggi di fiction perché spesso sono basate su stereotipi… il rischio è poi di aver difficoltà a scardinare l’idea sbagliata e fare errori a effetto domino.

– Se invece vi interessa solo l’aspetto creativo e non avete intenzione di approfondire la teoria, potete iniziare a spulciare a cuor leggero le descrizioni dei tipi su vari siti; molto utili e divertenti i “Jokes” che mettono a confronto tutti i tipi psicologici o i vari cartelli (tipo “sai di essere * nome del tipo * quando…”; ho raccolto qualcosa su pinterest) o discussioni su personaggi di fiction o personaggi famosi…

Apro una piccola parentesi per il sito Celebrity Types visto che ha dei lati molto interessanti, ma altri molto… meh -_- :

– A chi interessa solo il lato creativo: consiglio le “gallerie” di personaggi famosi raggruppati per tipo psicologico e soprattutto di leggere le citazioni sotto alle foto perché mettono in luce le caratteristiche di ogni singolo tipo, le cose che vengono considerate “tipiche”; eventualmente potete fare qualche test per divertimento, sono un po’ lunghetti, ma alcuni potrebbero essere divertenti.

– Per chi vuole approfondire la teoria consiglio di prendere il sito con le pinze… Specie le “gallerie” perché sinceramente, alcune loro classificazioni mi lasciano decisamente perplessa (es. Freud negli ISTJ non se pò vedè!! XD); per quanto riguarda sia test che articoli dipende… secondo me, alcuni sono fatti bene e altri sono fatti male. Mi piacerebbe sapere la vostra opinione a riguardo!!! ^^

Eventualmente potete contattarmi in privato su questo blog o tramite la mia pagina di FB se vi serve aiuto per scoprire il vostro tipo psicologico o per scambio di opinioni. 🙂

A COSA SERVE IDENTIFICARE IL TIPO PSICOLOGICO DEGLI ALTRI?

Per rendere i personaggi più credibili; capire prospettive diverse, anche molto lontane dal proprio modo di essere; scambiare idee e opinioni o dare e ricevere consigli con altre persone simili a a noi, ecc..

CI SONO LETTURE O SITI DA VISITARE?

Sull’MBTI applicato alla scrittura creativa purtroppo c’è molto poco; (e di qualità scarsa -__-). Gli utenti di forum tipo Personality café spesso si dilettano a classificare scrittori (e personaggi inventati), ma il problema principale è che si tende a classificare sia gli scritti che gli scrittori in base a stereotipi e non in base alle funzioni. Girava anche qualche articolo dove, ad esempio veniva consigliato un libro adatto per ogni tipo psicologico (… sto ancora maledicendo adesso l’autore dell’articolo per aver consigliato Brave New World per gli INTP! Grrr). C’è in giro un Test dove si può inserire il testo in inglese e viene fatta l’analisi del tipo psicologico, ma serve solo come gioco visto che considera solo le parole (è affidabile quanto il traduttore di Google! -__-). In giro c’è qualche libro su “MBTI & writing style”, ma non li ho letti quindi non so dirvi come sono. Il più famoso e con le migliori recensioni forse è questo: Writing and Personality di DiTiberio, J. & Jensen, G..
Di questo ho letto degli stralci su Google Libri, ma mi aspettavo di meglio, sinceramente… inoltre si concentra più che altro sulla saggistica, sono consigli per aiutare studenti a scrivere “essay”, relazioni e tesi per l’università o relazioni di business, ecc…; comunque in rete gira un utile PDF che in pratica è il riassunto del libro. Questo è il mio tesssoorrooo * w * è stato il mio trampolino di lancio per cercare un’applicazione dell’MBTI alla scrittura creativa.

3) Link vari:
http://simmeringmind.com/writers-pros-and-cons-of-using-myers-briggs/
http://www4.ncsu.edu/~dsbeckma/Type/Writing.html
http://andreajwenger.com/2009/08/02/the-truth-about-the-myers-briggs-personality-types/

Se trovate qualcosa di interessante, per favore, contattatemi!! ^^